Insulta la municipale su Fb poi chiede scusa. Il risarcimento donato alla Casa di Iris

Le scuse: «Mi sento in dovere di dire a tutte le persone, di non offendere nessuno, tanto meno le nostre forze dell'ordine, che tutti i giorni pattugliano le nostre strade a loro rischio e pericolo, e per ogni emergenza sono sempre al nostro fianco»

Immagine di repertorio

«Si è conclusa il 6 maggio una vicenda accaduta nel 2015, a seguito della quale abbiamo depositato il primo dei numerosi esposti alla Procura della Repubblica di Piacenza per sottoporre all’attenzione delle Autorità competenti un commento in particolare pubblicato sulla pagina Facebook del quotidiano on line “IlPiacenza”, da un piacentino. In quanto sindacato di categoria, il Sulpl tutela la Polizia Locale anche dal reato di diffamazione a mezzo stampa, sempre più diffuso», si legge in una nota. 

«Il procedimento penale si è concluso con il versamento di una somma di denaro in favore del Sulpl che abbiamo già provveduto a devolvere all’ Hospice “Casa di Iris”, di comune accordo tra la segreteria provinciale e i suoi iscritti, e con il ricevimento di una lettera». La riportiamo integralmente: 

Qualora le mie parole siano state offensive nei vostri confronti, vi chiedo di perdonarmi. Sincere scuse. Volevo scrivere due righe per spiegare alle persone che come me leggono quotidiani e scrivono sui social. Purtroppo le giornate non sono mai le stesse, cambi d'umore, il lavoro, lo stress generale, fanno commettere errori contro persone che tutti i giorni rischiano la vita per noi. I social sono una valvola di sfogo dopo delle brutte giornate, e come al solito farne le conseguenze sono le persone che non centrano niente. Mi sento in dovere di dire a tutte le persone, di non offendere nessuno, tanto meno le nostre forze dell'ordine, che tutti i giorni pattugliano le nostre strade a loro rischio e pericolo, e per ogni emergenza sono sempre al nostro fianco.

"Ci auguriamo - concludono - che fatti del genere, spiacevoli per ambo le parti (e per la categoria gratuitamente offesa e diffamata e, per chi deve poi farsi carico di difesa legale e spese per risarcire il danno, incorrendo anche in fattispecie di natura penale) non debbano più ripetersi in futuro». 

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