«Ecco come l'indiano ha ucciso la moglie», la ricostruzione del delitto

I carabinieri hanno ripercorso i tratti salienti del delitto di Balwinder Kaur, la ragazza di 27 anni uccisa dal marito Kulbir Singh. Papaleo: «Determinante notare un cespuglio calpestato dall'auto vicino casa»

I rilievi dei carabinieri davanti al cespuglio calpestato dall'auto di fianco all'abitazione di Baselicaduce

«La svolta nelle indagini? E' arrivata grazie a un cespuglio calpestato». I carabinieri del Nucleo investigativo di Piacenza, che insieme ai colleghi della stazione di Fiorenzuola hanno risolto il giallo dell'omicidio di Balbwinder Kaur, hanno ripercorso - dopo la convalida dell'arresto di Kulbir Singh - i tratti salienti della vicenda e soprattutto delle indagini che si sono dimostrate piuttosto complicate.

«Abbiamo sottoposto l'indiziato a un interrogatorio estenuante - spiegano il capitano Rocco Papaleo e il maresciallo Ercole Dallospedale - non badando all'orologio e al tempo che passava, ma tenendo duro per tutta la notte fin quando il marito della donna ha ceduto definitivamente». Come già è stato detto nei giorni scorsi, una delle svolte nelle indagini è arrivata la domenica pomeriggio quando il cadavere della 27enne è riaffiorato dalle acque del Po a Isola serafini di Monticelli. Ma i carabinieri già dal primo giorno avevano ben più di un sospetto che il marito fosse coinvolto in quella strana sparizione della donna. 

(In basso, il capitano Rocco Papaleo e il maresciallo Ercole Dallospedale)

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«Fin dal primo sopralluogo che abbiamo effettuato già nei primi giorni, quando ancora erano in corso le ricerche di Balwinder, abbiamo subito notato un cespuglio di rose, all'ingresso dell'abitazione, che appariva calpestato e schiacciato dal passaggio di un'automobile».Negli interrogatori seguenti, l'indiano spiegò ai carabinieri che effettivamente la mattina della scomparsa della donna (che poi si scoprirà essere la mattina in cui l'ha uccisa) aveva caricato sulla sua Ford Focus un grosso tubo per irrigare, ed era stato anche notato dal alcuni vicini. Tuttavia la posizione dell'auto vicino alla casa, stando alla ricostruzione, non convinceva i carabinieri. Quel cespuglio di rose schiacciato era stato calpestato da un'auto che era andata molto vicino alla porta d'ingresso con la parte posteriore, per poter caricare qualcosa di evidentemente molto pesante. Infatti, anche i rilievi scientifici dei carabinieri si concentrarono in quel punto, dove venne utilizzato uno strumento in grado di rilevare la presenza residua di eventuali tracce ematiche.

Ricostruendo l'esatta dinamica del delitto, i carabinieri partono ovviamente dai grossi problemi di coppia tra Balwinder e Kulbir, che li avevano portati sull'orlo del divorzio. Ma la mattina del 14 maggio, al culmine dell'ennesima lite, lui l'ha colpita una prima volta facendola finire sul letto, poi l'ha strozzata con il foulard che lei stessa aveva al collo e senza che la giovane potesse opporre resistenza.«Subito dopo il delitto - spiegano i carabinieri - lui si è immediatamente reso conto che lei era morta, e ha pensato subito di sbarazzassi del cadavere che ha caricato, avvolto in un lenzuolo, nel portabagagli della sua auto che aveva posteggiato proprio davanti alla porta di casa, calpestando per errore con la ruota il cespuglio di rose di fianco all'ingresso. Poi è andato in garage a caricare anche il tubo di gomma per innaffiare, facendosi notare dai vicini, visto che quel pomeriggio aveva promesso alla madre che darebbe andato a casa sua vicino a Cremona a irrigare l'orto».

Sono circa le nove del mattino e a questo punto l'indiano parte, con il cadavere della moglie nel baule, alla volta di Roncarolo di Caorso dove, dopo essersi assicurato che non ci sia nessuno in zona che possa vederlo,  getta il corpo nel Po: «Senza nessuna volontà di compiere alcun tipo di esequie» sottolinea Papaleo. Poi raggiunge la madre a Cremona, ma intanto i familiari della ragazza avviano le ricerche telefonando ai carabinieri. Il resto è cronaca dei giorni scorsi.

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