L’Accademia della cucina piacentina festeggia la primavera

La tradizionale cena di primavera (ancora piuttosto in ritardo!) che si svolge presso l’Accademia della cucina piacentina e che riunisce, come di consueto numerosi soci ed i loro invitati, è stata caratterizzata da un significativo evento in cucina: l’ingresso di nuovi “cuochi-gentleman”

La tradizionale cena di primavera (ancora piuttosto in ritardo!) che si svolge presso l’Accademia della cucina piacentina e che riunisce, come di consueto numerosi soci ed i loro invitati, è stata caratterizzata da un significativo evento in cucina: l’ingresso di nuovi “cuochi-gentleman” che hanno operato con la passione dei neofiti, sotto la guida di quelli più esperti che sono stati tra l’altro, loro maestri nei corsi di cucina che si sono da poco conclusi. La loro presenza alla prese con pentole e fornelli, arrecherà sicuramente nuovo entusiasmo e passione, in un sodalizio che in questi ultimi anni ha saputo rinnovarsi, pur conservando tradizioni e consuetudini indispensabili per adempiere al fine fondamentale di un’associazione che ha come scopo principale, la difesa della cucina del territorio, ma altresì quella dell’innovazione e della sperimentazione culinaria.

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Gli chef Attilio Co’, Giorgio Marani, Alberto Paganuzzi e Silvano Romagnoli, hanno sapientemente supportato Matteo Balderacchi, Antonio Camoni, Carlo Dallagiovanna e Riccardo Rossi nell’elaborazione di un raffinato menù introdotto dal tuorlo d’uovo fritto alla Cracco che prende il nome dal celebre chef protagonista della trasmissione televisiva Master chef. Quindi polpo all’algherese, seguito dal classico risotto con asparagi, emblema della primavera. Di secondo una lombata di vitello caramellata con chutney (salsa vegetale piccante e abbastanza densa, a base di frutta, spezie ed ortaggi) e tricolore di verdure al vapore, seguite da una crema bruciata all’arancia. I vini: Sauvignon del Poggiarello, Barbera frizzante e “violo” di Mossi.

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