L’ex consigliera grillina Tarquini: «Diffamata da una frase su Facebook», via al processo

L'ex consigliera comunale (dal 2012 al 2017) Barbara Tarquini querelò un imprenditore, accusato di diffamazione, che scrisse una frase sul profilo di un’amica riguardo a un mancato pagamento per dei lavori

Barbara Tarquini, ex consigliera del Movimento 5 Stelle

Una frase ritenuta diffamatoria ha portato in Tribunale un uomo, accusato di aver diffamato l’ex consigliera comunale del Movimento 5 Stelle Barbara Tarquini. È cominciato il 9 gennaio il processo nei confronti di Carlo Ferrari, incensurato, che deve rispondere di diffamazione. Alla base c’è il mancato pagamento di una parte di un lavoro fatto dall’imprenditore edile, il quale sul profilo Facebook di un’amica aveva scritto «denuncerò una consigliera del M5S di Piacenza, si è fatta un bar a mie spese … predicano bene e razzolano male». Frase nella quale si è riconosciuta Tarquini, che nel settembre del 2014 querelò l’uomo. Tarquini è stata consigliera di opposizione durante la Giunta Dosi, dal 2012 al 2017. Poi, alle ultime Comunali del 2017, ha scelto di non ripresentarsi in lista: cosa che hanno fatto anche i colleghi di Palazzo Mercanti Andrea Gabbiani e Mirta Quagliaroli.

Davanti al giudice Gianandrea Bussi, pm Monica Bubba, hanno deposto un sovrintendente della Polizia postale e la stessa Tarquini. L’uomo è difeso dall’avvocato Francesco Monica, mentre la donna si è costituita parte civile con l’avvocato Alessandro Zanelli. Il poliziotto, che ha svolto le indagini, ha detto di non aver identificato l’IP dell’account dell’uomo, ma di averlo sentito: e Ferrari avrebbe ammesso di essere lui l’autore di quella frase. Poi, è stata la volta di Tarquini. La donna ha affermato di essersi riconosciuta in quella frase, perché il profilo su cui è comparsa la frase è frequentata da attivisti del Movimento 5 Stelle. La donna aveva partecipato con il proprietario, suo convivente, di un bar a Prato Barbieri di Bettola, dove erano stati svolti alcuni lavori. E quelli che leggevano quel profilo, ha sottolineato, sapevano chi era la consigliera legata a un bar.

L’avvocato Monica ha contestato questa ricostruzione, perché non è detto che chi frequentava quel profilo - ha sostenuto - sapesse chi fosse lei. E poi, nella frase non c’è alcun nome. Inoltre, secondo Monica lei non aveva alcun rapporto con il bar, perché Tarquini non figura in alcun modo nella proprietà e questo emerge dalla visura camerale. I lavori nel bar erano stati pagati, tranne l’ultima tranche perché il proprietario aveva contestato l’esecuzione di alcuni interventi. Da qui, lo sfogo dell’uomo che lo ha portato a scrivere quel commento che lo ha portato in Tribunale. Il processo è stato rinviato a ottobre e nell’udienza è previsto l’interrogatorio dell’uomo e di altri testimoni.

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