L'offesa su Facebook contro i dipendenti comunali finisce in Procura

Il sindacato di polizia locale Diccap-Sulpl ha presentato una querela alla Procura di Piacenza nei confronti dell'autore di un commento offensivo sotto al post relativo a un articolo circa il malcontento dei lavoratori comunali, pubblicato sul nostro giornale pochi giorni fa

Il sindacato di polizia locale Diccap-Sulpl ha presentato una querela alla Procura di Piacenza nei confronti dell'autore di un commento offensivo sotto al post relativo a un articolo circa il malcontento dei lavoratori comunali, pubblicato sul nostro giornale pochi giorni fa.

Questo il testo: “se i 150 lavoratori sono merdosi impiegati pubblici non hanno il diritto di criticare. Parassiti inutili della società (solitamente terroni di merda)”

«Il commento - afferma il coordinatore Miriam Palumbo - è stato fatto a corredo dell’articolo che dava atto del malcontento da parte dei Lavoratori verso l’Amministrazione, emerso durante l’assemblea convocata dalle Rsu nei giorni scorsi. Non necessita di osservazioni. Tuttavia, abbiamo ritenuto opportuno segnalare tempestivamente l’accaduto alla Procura della Repubblica di Piacenza, al fine di tutelare i diritti, la dignità e l’immagine dei Lavoratori del Pubblico Impiego, quegli “impiegati pubblici” tanto disprezzati, specie se di origini meridionali, dall’hater che si è soprannominato Pol Pot, dittatore della Cambogia e responsabile del genocidio cambogiano».

«Abbiamo anche provveduto - prosegue la nota del sindacato - a segnalare a Facebook quel profilo, che potrebbe essere anche fake; solitamente i leoni da tastiera creano profili di fantasia, trincerandosi dietro un nickname da battaglia e di fronte a un monitor, tramite la tastiera vomitano tutto il loro odio e il loro disprezzo. Maurizio Crozza ha ben rappresentato questi leoni con il suo personaggio Napalm 51, personificazione di tutti i webeti. Il grande Umberto Eco, dopo aver ricevuto all'Università di Torino la laurea honoris causa in "Comunicazione e Cultura dei media” attacca i social sostenendo che "I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli". "Prima – ha detto Eco - parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. È l'invasione degli imbecilli". 
Noi abbiamo sempre sostenuto che i social hanno delle grandi potenzialità comunicative e di informazione e li sfruttiamo al meglio, come la maggior parte delle persone; fortunatamente non siamo tutti haters e per questo è importante contribuire a ripulire il web».

Nel frattempo la redazione del nostro quotidiano ha già provveduto a cancellare il commento in questione e a bloccare quel profilo sulla pagina.
«Oggi i social network sono imprescindibili per chiunque faccia informazione digitale - spiega Giampietro Bisaglia, direttore responsabile della testata ilPiacenza.it - Purtroppo la moderazione di una così ampia community social, che nel nostro caso è la più numerosa del panorama editoriale locale, non è sempre agevole e spesso alcuni commenti che oltrepassano il segno, sfuggono anche al controllo della redazione. Per questo, esprimendo solidarietà per l'iniziativa di denuncia intrapresa in questo caso dal sindacato di Polizia locale, invitiamo i lettori a segnalare alla redazione casi gravi come quello di cui sopra affinché possano essere presi i dovuti provvedimenti».

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