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La Grande adunata, quattro anni dopo

Dal 10 al 12 maggio 2013 Piacenza accoglieva l'Adunata degli Alpini: 500mila persone in una città di 100mila

 

Quattro anni fa Piacenza ha ospitato la Grande Adunata degli Alpini. Un evento storico, il più colossale per affluenza, sforzo organizzativo e anche indotto economico che la storia piacentina abbia mai registrato: si parla di mezzo milione di persone che dal 10 al 12 maggio 2013 hanno letteralmente invaso la città. Ovvero cinque volte la popolazione piacentina. Popolazione che nel suo dna ha tante ottime qualità ma di certo non ha l’apertura e la predisposizione all’accoglienza tra quelle più marcate. Ed erano in tanti, dunque, ad essere più spaventati che allettati all’idea che un’orda immensa di persone arrivasse in città. Una bella sfida per l’allora neo-sindaco di Piacenza Paolo Dosi, il primo e sinora l’unico ad aver ospitato una kermesse di tale portata. 

Alpini protagonisti fantastici, dunque, al netto di qualche lamentela per il chiasso notturno e per l’eccesso d’alcol, indubbiamente protagonista per tutta la tre giorni. Lamentele smorzate, va detto, da venti milioni di euro. Perché di questa cifra si parla con riferimento all’indotto portato dall’adunata, soprattutto nelle casse dei pubblici esercizi cittadini. 

Chi quella tre giorni l’ha vissuta in prima linea sono stati, naturalmente, gli alpini di Piacenza con l’allora presidente del gruppo cittadino Bruno Plucani e suo vice, Gino Acerbi, oggi presidente del Gruppo Alpini della città: «Portiamo allegria - dice - e lasciamo in ottime condizioni le città che ci ospitano; anzi migliori condizioni»

Di certo la pensa così Claudio Callegari, che prima del 11 maggio 2013 era semplicemente il titolare dell’omonima macelleria dello Stradone Farnese e che oggi, proprio grazie all’adunata, è titolare di uno dei più caratteristici punti di riferimento per chi, non solo vuole comprare carne, ma per chi vuole mangiarla, cucinata direttamente nel suo negozio. Una storia imprenditoriale nata proprio durante l’adunata. 

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