La neve e il gelo non fermano il sindacato Usb: presidio e blocco dei tir alla Gls

Non si placa la protesta del sindacato Usb: il freddo e la neve non hanno impedito ad un centinaio di persone di bloccare l'ingresso dell'hub di Gls nella serata del 28 febbraio. Riad Zaghdane: «Si trovi una soluzione per i 28 ragazzi fatti lavorare in nero»

Un momento del blocco nella serata del 28 febbraio (Foto Gatti)

Non si placa la protesta del sindacato Usb. Il freddo e la neve non hanno impedito a un centinaio di persone di bloccare l'ingresso dell'hub di Gls nella serata del 28 febbraio. Circa quaranta i mezzi pesanti in fila in via Riva mentre nevicava e il termometro andava sotto zero. «Ci avevano convocato, insieme ai Cobas, alla Seam, la cooperativa dell'azienda, Natana Doc e la Gls a un tavolo in programma lunedì al ministero dell'Economia, poi saltato per le condizioni meteo avverse», ha spiegato il responsabile dell’Usb per la logistica, Riad Zaghdane. «Vogliamo che Gls si prenda le proprie responsabilità. Per questo abbiamo convocato un'assemblea e bloccato i tir per alcune ore. La nostra è un'azione dimostrativa. Chiediamo al prefetto Maurizio Falco di organizzare un altro incontro per risolvere la posizione dei 28 lavoratori in nero per i quali è stato presentato ricorso al giudice del lavoro», ha proseguito Zaghdane. «Ci hanno chiesto altra documentazione che stiamo producendo ed entro il 2 marzo gliela consegneremo. La prima udienza sarà a maggio. Il lavoro nero sta distruggendo l'economia italiana: non è più possibile far finta di niente. Siamo disponibili a parlare e anche i ragazzi non avrebbero alcun problema a essere spostati altrove. Siamo pronti per trovare una soluzione». Sul posto i carabinieri e i poliziotti della Digos.

Nella serata del 30 gennaio carabinieri, polizia, guardia di finanza e funzionari dell'ispettorato del Lavoro si erano presentati ,nella sede dell'azienda di logistica e avevano effettuato alcune perquisizioni, raccolto testimonianze e acquisito documentazione. Si tratta di un'indagine scaturita dopo le numerose recenti denunce da parte del sindacato autonomo di base Usb che, da tempo, punta il dito sul presunto lavoro nero di alcuni facchini all'interno del polo piacentino, in particolare sul presunto reclutamento di manodopera da far lavorare in nero a chiamata, e che sarebbe avvenuto aggirando la normale procedurali di reclutamento tramite l'agenzia specializzata. In tutto sarebbero coinvolti 28 lavoratori, quasi tutti ex richiedenti asilo usciti dall'accoglienza e di fatto autonomi, avendo ottenuto lo status richiesto.

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