«La sua volontà annullata dall’impulso di andare a giocare ai videopoker»

Delitto Boccenti, perizia psichiatrica, della difesa, sulla figlia accusata di omicidio. La donna, vittima del gioco d’azzardo, non era in grado di resistere alle spinte verso le scommesse. Lo psichiatra: «E' malata». Il gip ordina un’altra perizia

Alessandra Salvadè, Elena Marzi e Matteo Pacini

Una nuova perizia psichiatrica, ordinata dal giudice, e lo stato di salute mentale di una donna dipendente dal gioco d’azzardo a tal punto che la sua volontà era condizionata dall’impulso continuo che la faceva pensare al gioco e a come trovare i soldi da sperperare nelle infernali macchinette. E’ il risultato dell’udienza di questa mattina, 14 gennaio, davanti al gip Gianandrea Bussi dove si è presentata Maria Cristina Filinni, la 48enne accusata di aver ucciso la madre 90enne, Giuliana Boccenti, il 4 febbraio dello scorso anno. Il gip ha deciso di chiedere un’altra consulenza, per avere il quadro della situazione il più chiaro possibile. L’incarico sarà affidato, il 21 gennaio, allo psichiatra piacentino Filippo Lombardi.

La donna accusata di omicidio volontario era presente in aula e ha ascoltato il risultato della perizia fatta eseguire dalla difesa – la donna è assistita dagli avvocati Alessandra Salvadè ed Elena Marzi – allo psichiatra dell’università di Pisa, Matteo Pacini.
Secondo il medico, la capacità di intendere della donna, al momento del fatto, non era venuta meno. Era venuta meno, però, quella di volere. La volontà, infatti, era stata alterata dall’impossibilità di resistere agli impulsi verso il gioco che le mandava il cervello. «E’ malata» ha affermato il medico. Maria Cristina poteva comprendere la realtà, ma non poteva calcolare o regolare le aspettative, non era in grado di progettare perché era preda «della impossibilità a resistere a quell’impulso che diventava ingestibile. La donna arrivava ad agire per assecondare quell’impulso».  La volontà distorta, poi, andava a incidere anche sulla capacità di intendere che non poteva essere controllata dalla 48enne.
Il medico ha anche sottolineato come la donna sia affetta dalla patologia del gioco d’azzardo e come non sia pericolosa socialmente.
L’anziana madre venne soffocata nel letto dalla figlia in cerca spasmodica di denaro per andare a giocare. La stessa Filippini aveva subito confessato l’omicidio ai carabinieri e le successive analisi avevano rinvenuto sotto le sue unghie materiale biologico, il cui Dna risultò poi appartenere alla madre.

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