Lavoratori licenziati dalla Seam, gli avvocati chiedono di riconoscere la condotta antisindacale

Gli avvocati dei 33 hanno depositato una serie di atti al giudice del Lavoro. Secondo l’azienda, lo sciopero non era legittimo e i lavoratori erano da ritenersi assenti. Versione opposta quella della difesa che contesta il comportamento antisindacale

Da sinistra gli avvocati Conte e Faranda

Condotta antisindacale. E’ quello che hanno chiesto di riconoscere gli avvocati dei 33 dipendenti della ditta Seam, che forniva manodopera alla Gls, licenziati dopo uno sciopero nel novembre dello scorso anno. E l’appoggio ai lavoratori ha provocato qualche settimana fa la protesta con alcuni operai che per alcuni giorni si sono fermati sul tetto.

Ad assistere i 33 lavoratori - tutti iscritti al sindacato Usb - ci sono gli avvocati Danilo Conte (Foro di Firenze), Riccardo Faranda (Roma) e Jacobo Sanchez Codoni (Brescia). Gli avvocati hanno depositato una serie di atti al giudice del Lavoro. Secondo l’azienda, lo sciopero non era legittimo e i lavoratori erano da ritenersi assenti. Versione opposta quella della difesa che contesta il comportamento antisindacale e chiede che il giudice lo riconosca. Oltre a questa causa, gli operai ne hanno promossa una singolarmente, sempre contro la Seam per comportamento antisindacale.

Il procedimento non dovrebbe essere lungo, come previsto dall’articolo 28 dello Statuto dei lavoratori e una decisione potrebbe arrivare in tempi brevi. «E’ un attacco al sindacato - ha affermato Roberto Montanari, esponente di Usb Logistica e del Movimento operai organizzati - e quel licenziamento è illegittimo. Non si possono licenziare in blocco quegli operai per “ragioni disciplinari”». I lavoratori avevano scioperato perché in quei giorni alcuni di loro erano stati minacciati e uno di loro colpito con un pugno al di fuori dell’azienda».

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