Tensione all'Ikea: polizia e carabinieri all'ingresso. Ferito un manifestante

Tensione all'Ikea all'alba del 6 maggio quando si è reso necessario l'intervento di carabinieri e polizia per far entrare al deposito i lavoratori che dovevano iniziare il turno della mattina, infatti gli operai colpiti dalla lettera di sospensione dal lavoro dalla cooperativa San Martino protestavano davanti ai cancelli. Un marocchino in ospedale dopo le botte con la polizia

Le forze dell'ordine schierate all'ikea in queste ore (Foto Gatti)

AGGIORNAMENTO 14 - Uno dei manifestanti che all'alba voleva impedire l'ingresso degli altri operai al magazzino Ikea è rimasto ferito dopo l'intervento di polizia e carabinieri presenti per garantire il corretto svolgimento dell'ingresso nonostante la protesta. Lo straniero, poco prima delle 14, si è però sentito male e ha chiesto l'intervento del 118. Sul posto un'ambulanza della Pubblica assistenza Croce Bianca che lo ha accompagnato in ospedale. Ha contusioni su alcune parti del corpo, ma non si trova in pericolo.

«La Cooperativa San Martino garantisce il pieno rispetto dei diritti sindacali»

TAFFERUGLI DAVANTI AI CANCELLI - IL VIDEO

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MANIFESTANTE FERITO IN AMBULANZA TRA GLI APPLAUSI - VIDEO
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AGGIORNAMENTO 12,45 - E' proseguita tranquillamente la mattinata davanti agli ingressi dei cancelli Ikea che dall'alba sono presidiati da circa 200 lavoratori del Si Cobas in protesta contro le sospensioni comunicate nelle ultime ore dalla cooperativa San Martino a una trentina di lavoratori stranieri. I reparti territoriali di polizia e carabinieri hanno vigiliato che gli ingressi degli altri lavoratori e delle merci fossero lasciati liberi.

AGGIORNAMENTO 7,52 - Tensione all'Ikea all'alba del 6 maggio quando si è reso necessario l'intervento di carabinieri e polizia per far entrare al deposito i lavoratori che dovevano iniziate il turno della mattina: infatti circa una ventina di persone, sempre impiegate all'interno dalla coop San Martino e iscritti al Si Cobas, stavano impedendo agli operai di entrare protestando contro le sospensioni che la Coop con sede in via Don Carrozza ha deciso per 33 persone. È stata un'azione di contenimento volta a far passare le macchine per farle entrare al magazzino. Sembra che solo un operaio sia rimasto leggermente contuso.

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«La costante azione antisindacale svolta dalle cooperative San Martino e Sigmo, che hanno in appalto la movimentazione delle merci presso il deposito Ikea, torna ad esprimersi con liste di proscrizione e minacce di licenziamenti con la copertura del colosso multinazionale del mobile low cost». Torna la tensione fuori dai cancelli del deposito centrale Ikea di Strada Torre della Razza. Dopo la sospensione di una trentina di facchini da parte delle cooperative, che hanno motivato i provvedimenti con un dettagliato comunicato ufficiale, torna a prendere la parola il sindacato di base Si Cobas, che in questi anni si è sempre schierato a fianco dei lavoratori stranieri nelle aspre lotte e plateali proteste che in passato, a Piacenza, hanno caratterizzato anche le sedi logistiche piacentine di Tnt e Gls.

«Parlano di “tutela dei loro soci” ma quello che gli sta a cuore è il comando indiscusso nei magazzini ed i profitti che si mettono in tasca applicando contratti che non rispettano, con relativi furti retributivi al seguito». Il documento che ufficializza l'inizio dello stato di agitazione davanti ai cancelli di Ikea a Piacenza è firmato da Edoardo Pietrantoni, sindacalista che insieme ad Aldo Milani ha già preso in passato le parti dei lavoratori stranieri delle cooperative. «Questi patron del falso mutalismo all’italiana, non accettano il fatto che la loro idea di socio sottomesso, ricattato e sottopagato noi la combattiamo».

«Mentre parlano di “azioni e comportamenti non più tollerabili” - prosegue la nota - sono i primi a tenere comportamenti apertamente antisindacali tesi a dividere i lavoratori per minarne l’agibilità e a violare “qualsiasi dettame contrattuale oltre che di norme e leggi di riferimento". Se la finanza e gli ispettori indagassero adeguatamente sulle retribuzioni ed il trattamento riservato ai soci-lavoratori di queste aziende, collocati nei vari appalti, appurare la verità sarebbe semplicissimo. Ma non andando così le cose, con grande fatica, spetta a noi conquistarci ogni millimetro di giustizia».

«La San Martino nel suo comunicato - si legge nel documento - cerca di ridurre a minoranza quello che è un malessere diffuso. Un tentativo che dimostrerà di avere le gambe corte nei prossimi giorni. A Milza, presidente di Confcooperative Emilia Romagna, vice presidente e consigliere delegato della cooperativa San Martino e vice presidente e Amministratore delegato della societàPiacentina, non è andata giù che i lavoratori operanti in Ikea si siano rifiutati di fare con lui assemblee divise per reparto quando la loro esplicita richiesta, ossia dei soci che vuole tutelare, era quella di farne una unica per avere chiarimenti sulla valanga di disciplinari che il sig. Maffi è dedito fare dalla sua poltrona di direttore e delle promesse mancate promesse fatte in fase di cambio appalto.  Non è andata giù neanche vedere che i lavoratori difendono i propri delegati, non lasciandosi intimorire».

«Il comunicato della San Martino riduce la questione ad una banalità. La provocazione di oggi, con liste di proscrizione all’ingresso dei cancelli in stile caporalato, ha aperto le ostilità ricevendo l’immediata risposta dei lavoratori (non di una minoranza), alla quale segue ora la formale apertura dello stato di agitazione e sciopero a tempo indefinito dell’Organizzazione Sindacale Si Cobas. Siamo certi, visto che pensiamo che questa provocazione sia stata adeguatamente orchestrata, che Ikea e Cooperative agiranno con tutto il supporto delle istituzioni e delle forze di polizia. Torneremo a vedere pullman scortati dalla polizia per far entrare lavoratori provenienti anche da altri appalti, cariche, denuncie e magari qualche arresto».

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«Il Si Cobas, di sicuro, mobiliterà tutto quello che può mettere in campo in questa battaglia allargando la lotta e la solidarietà attiva a lavoratori del Deposito Ikea. Il movimento autorganizzato dei lavoratori in questi anni si è esteso e rafforzato e siamo pronti ad una campagna di lotta, solidarietà e boicottaggio sul piano nazionale. Questo nuovo tentativo di licenziamento di massa per fare fuori il Si Cobas dal magazzino Ikea di Piacenza riceverà la dovuta risposta. Assumeremo, di certo, “una posizione seria e responsabile”, come auspicato dalla San Martino, siamo pronti alla lotta».

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