Lo stalker fa una donazione al Telefono rosa e la vittima rimette la querela

“Lieto fine” in un processo per stalking. Una negoziante della Val Chero, perseguitata a causa di un debito che l’uomo aveva con il marito, aveva chiesto che il risarcimento andasse a un centro antiviolenza

Sotto, l'avvocato Mara Tutone

mara tutone avvocato-2Stalking. Un reato che rimanda subito a immagini di violenza, persecuzione, invasione della vita privata. In questo caso, invece, lo stalking si è tramutato in una notizia positiva perché l’autore ha preso coscienza di ciò che aveva fatto e la vittima ha compreso che il gesto di risarcimento vale più di una condanna: L’uomo, infatti, ha devoluto una somma all’associazione Telefono rosa, che da anni si batte contro ogni forma di violenza alle donne. Insomma, un Otto marzo celebrato sotto una luce diversa, con una sorta di "happy end" al posto, purtroppo, degli squallidi e violenti casi quotidiani che riempiono le cronache con abusi, botte, maltrattamenti e lesioni.

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La vittima dello stalking, una donna di 33 anni che ha un negozio in Val Chero, per un anno, tra il 2014 e il 2015, aveva subìto le molestie di un 55enne. L’uomo se la sarebbe presa con la donna per farla pagare al marito, un avvocato lombardo dal quale vantava la restituzione di alcuni oggetti. E così, aveva cominciato a tempestarla di sms, whatsapp, passando spesso davanti al suo negozio fino ad arrivare a infilarle un biglietto, con le richieste al marito, sotto la porta. Stanca di queste insistenze, la negoziante aveva denunciato il fatto ai carabinieri. L’indagine aveva portato al rinvio a giudizio dell’uomo. La donna si era costituita parte civile, chiedendo che l’eventuale risarcimento venisse devoluto proprio al Telefono rosa. Si è così arrivati, l’8 marzo, all’udienza davanti al giudice per l’udienza preliminare, Luca Milani, pm Antonio Colonna. L’uomo, difeso dall’avvocato Mara Tutone, ha proposto una donazione al Telefono rosa e la vittima ha così deciso di ritirare la querela. 

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