«Lo Stato ci considera persone in divisa senza volto»

Riceviamo e pubblichiamo l'intervento del sindacato Sulpl di Piacenza e Parma

Sara, Agente di Polizia Locale di Novara; Sara mamma di due bambini, moglie e Collega. Sara donna in divisa che ieri pomeriggio è morta in tangenziale nell’adempimento del dovere, durante il servizio di viabilità. Per Sara immediato è stato il dolore provato dai Colleghi di tutta Italia appartenenti alla Polizia Locale, la categoria dei diversamente impiegati comunali in Divisa.

Sulla vicenda di Sara Gambaro, come su quella di Nicolò Savarino, Michele Liguori, Maria Ilardo, Vincenzo Cinque e Francesco Bruner (solo per citare gli ultimi Colleghi morti nell’adempimento del dovere) da subito è calata la vergognosa indifferenza delle Istituzioni. Nessun telegiornale nazionale ha fatto menzione dell’accaduto, nessun politico o carica istituzionale ha speso una parola per Sara, nè per gli altri nostri eroi.

In questi frangenti il rumore del silenzio delle Istituzioni è assordante. Noi del Sulpl ci chiediamo cosa dovrà accadere ancora, quanto dovremo pagare in termini di vite e di aggressioni, prima che la madre arcigna Stato riconosca come suoi questi figli di un Dio minore. Sara era impegnata nel servizio di viabilità, attività per noi ordinaria e quotidiana, attività di polizia stradale; questo dimostra che non c’è diversità tra le competenze della Polizia Locale e le Forze dell’Ordine, se non in termini di TUTELE.

Le numerosissime aggressioni che sono ormai all’ordine del giorno e i tanti nostri Caduti nell’adempimento del dovere impongono di riflettere seriamente sulla nostra condizione. La Legge attuale è palesemente inadeguata ed ingiusta e non protegge chi opera su strada. Ci si ricorda della Categoria, facendo erroneamente di tutta l’erba un fascio, solo per parlare dei furbetti di Capodanno, dei furbetti del cartellino in mutande, dei fannulloni. Su questi episodi isolati i Tg nazionali e trasmissioni del servizio pubblico costruiscono intere trasmissioni.

Ma quando si tratta di parlare delle tutele a noi negate dal decreto Monti (causa di servizio ed equo indennizzo), della necessità di una legge di Riforma della Polizia Locale, dei nostri Agenti morti facendo lo stesso identico lavoro dei Colleghi delle Forze dell’Ordine, pur essendo trattati da impiegati comunali…nessuno lo fa, cala il silenzio e l’omertà. Fortunatamente però possiamo trovare un nostro “cantuccio” sui quotidiani on line e facebook, ed è li che ci facciamo sentire.

E’ proprio vero che per le Istituzioni noi siamo “gli uomini in divisa senza volto”, senza identità, noi siamo gli invisibili. Lo Stato negandoci diritti e tutele calpesta la nostra Dignità  e non da valore alla nostra Vita, che evidentemente vale meno di quella dei nostri Colleghi appartenenti alle Forze ad ordinamento statale. Nonostante tutto, ci sono  Uomini e Donne in Divisa che  ancora ci credono e ancora vogliono lottare affinchè le cose, per la nostra Categoria, possano cambiare. Le cose DEVONO cambiare!

Un abbraccio a tutti i nostri Colleghi, anche a coloro che non sono più qui con noi, ma che ci guardano da lassù... ed è anche per il loro Sacrificio che dobbiamo continuare a lottare e non dobbiamo arrenderci, mai! Riposa in pace Sara…

                                               

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