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«Lo Stato non vuole fare nulla per arginare i pericoli del gioco nei bar»

Il commento di Pollastri (Pdl) alla risposta dell'assessore regionale al Commercio: «La Regione dà risposte solo di tipo socio-sanitario mentre si moltiplicano le iniziative dei Comuni contro le macchinette»

Redazione 17 agosto 2012
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Sulla scorta di una ricerca di Mef, Aasc e Agcos da cui risultava che Piacenza, 61ma nella graduatoria nazionale, spende da sola 241.687.413, corrispondenti ad 893 per cittadino, ossia il 2,96% del PIL provinciale in giochi d’azzardo, il consigliere regionale piacentino Andrea Pollastri (Pdl) aveva chiesto all'assessore regionale al Commercio Maurizio Melucci, tramite un'interrogazione, informazioni circa la presenza nei bar delle macchinette per il gioco d'azzardo.

Pollastri, in particolare, chiedeva lumi sulle possibilità dei Comuni di vietare queste attrazioni e si lanciava la proposta alla Regione di dar vita, insieme alle principali associazioni di categoria, ad un codice etico per sostenere, far conoscere e promuovere l’azione dei baristi che hanno spontaneamente rifiutato i dispositivi per il gioco d’azzardo nei loro locali. L’assessore ha così risposto: «Sotto il profilo della legislazione commerciale si rileva che il D.L. 223/2006 (decreto Bersani) all'art.38, c.1 lett.b), al fine di contrastare la diffusione del gioco irregolare ed illegale, l'evasione e l'elusione fiscale nel settore del gioco, nonché assicurare la tutela del giocatore ha disposto che la disciplina dei giochi di abilità a distanza con vincita in danaro doveva essere individuata con regolamenti statali da emanarsi entro il 31 dicembre 2006. Il recente D.L. 98/2011 (convertito con legge 111/2011) ha confermato l'attribuzione all'Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato (AAMS) di rilevanti compiti di ordine amministrativo nonché ha attribuito all'amministrazione dei monopoli la competenza ad irrogare sanzioni per la violazione alle disposizioni rilevate, comprese quelle relative al gioco da parte dei minori di anni 18, precedentemente affidati all'autorità di polizia. In merito a quanto sopra giova ricordare che la Corte Costituzionale (sent. n.237 del 2006), seppure con riferimento al contingentamento, aveva statuito "che i profili relativi all'istallazione degli apparecchi e congegni automatici da gioco presso esercizi aperti al pubblico, sale da gioco e circoli privati afferiscono alla materia di ordine pubblico e sicurezza che l'art. 117. comma 2 lett. h della Cost. riserva alla competenza esclusiva dello Stato".»

«Per le ragioni rappresentale - prosegue l'assessore - sfugge a questo assessorato un puntuale monitoraggio del settore in argomento, atteso altresì che l'autorizzazione amministrativa per l'installazione degli apparecchi era prima rilasciata dal questore oggi sindaco (ora sostituita da Scia) per gestire un pubblico esercizio in cui sì somministrano vino, birra, liquori ed altre bevande anche non alcoliche o si praticano giochi leciti, ivi inclusi i circoli privati. La seconda è concessa solo dal questore per l'esercizio delle scommesse esclusivamente a soggetti che sono muniti di concessione rilasciata dall'AAMS o ad altri soggetti Incaricati dal concessionario. L'Assessorato alle Politiche per la Salute, nella consapevolezza dell'entità del problema, ha messo in atto azioni tese a verificare la diffusione della dipendenza da gioco d'azzardo nella popolazione regionale. I dati raccolti sulla popolazione assistita dimostrano numeri in incremento esponenziale, ma si stima che il fenomeno sia molto maggiore (dieci volte tanto) rispetto a quanto intercettato dai Servizi delle Aziende Usi (Salute Mentale e Dipendenze Patologiche)».

«Oltre la metà dei casi - afferma -riguarda la dipendenza da videopoker e simili. Accanto alla presa in carico delle persone con dipendenza da gioco d'azzardo l'Assessorato alle Politiche per la Salute ha promosso alcune azioni rivolte alla prevenzione e alla riduzione dei rischi per evitare che il gioco occasionale si trasformi in dipendenza. Dal 2008 è attivo un gruppo tecnico di professionisti del settore per supportare i servizi sanitari delle Aziende UsI. E' in fase avanzata di studio un modello di intervento nelle scuole; attraverso la formazione degli insegnanti si propone un approfondimento attraverso le discipline: Matematica/calcolo delle probabilità, in modo accattivante e comunicativo».

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Così replica Pollastri:«Dalla risposte emerge che le competenze, relativamente alla limitazione, sono unicamente dello Stato, il quale non ha alcuna volontà di arginare il problema. La Regione dà risposte solo di tipo socio-sanitario. Mente si moltiplicano, da Vicenza a Cosenza ad Arezzo, oltre a Pavia e Verbania, le iniziative dei Comuni contro le macchinette, nulla si dice se possano o meno muoversi in tal senso e non si dà riscontro alla mia proposta di un codice etico per la limitazione volontaria del fenomeno: evidentemente neppure alla nostra Regione interessa troppo contenerlo, meglio gli affari delle persone che vanno si rovinano».

Andrea Pollastri
gioco d azzardo

10 Commenti

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  • Avatar di Al Buslaner

    Al Buslaner Infatti, la stupidita' di certi soggetti e' irrimediabile, e lo Stato incassa

    il 20 agosto del 2012
  • Avatar di James

    James Perché lo Stato, che è quello che ci guadagna più di tutti, dovrebbe fare qualcosa? In fondo si tratta solo di una "tassa sulla stupidità", perdipiù pagata volontariamente dagli idioti che vanno a giocarsi tutta la pensione o lo stipendio (o i proventi dello spaccio di droga e quelli della refurtiva). Come dice un detto americano "Il destino trova sempre il modo di separare gli @#?*%$i dai loro soldi"...

    il 19 agosto del 2012
  • Avatar di Al Buslaner

    Al Buslaner Anche qui a genova non mancano, i clienti più assidiui delle macchinette però, sono principalmente extracomunitari

    il 18 agosto del 2012
  • Avatar di Zio Adolfo

    Zio Adolfo I polli sono sempre esistiti ma sembra che a Piacenza ce ne siano di più.

    il 18 agosto del 2012
  • Avatar di gibox roppo

    gibox roppo black si questo lo so di legge hanno l'obbligo.......! ma non hanno l'obbligo di dargli una mansione come se fosse un normale dipendente...questo è sruttamento...!!! perchè lo sappiamo quello della categoria protetta all'azienda costa molto molto meno di contributi e altro.........quindi sfruttano anche questa povera gente con problemi..............!!! fa sempre piu schifo questo mondo........

    il 18 agosto del 2012
  • Avatar di black mamba

    black mamba x gibox i italia , per legge oltre a 15 dipendenti hai l'obbligo per legge di assumere una categorie protetta , se non l'assumi devi pagare ugualmente dei contributi in ditta da noi c'era una signora che aveva problemi ad una gamba e faceva le pulizie , o trovi una cosi o paghi lo stesso ...... e tutti sti soldi dove vanno ?

    il 18 agosto del 2012
  • Avatar di Zio Adolfo

    Zio Adolfo Lo Stato: si prende il 23% delle giocate alle macchinette, si prende il 45% delle giocate del Superenalotto , si prende il 5% sulle susseguenti vincite ( escluse macchinette), si prende tutto l'incasso del Gratta e Vinci ed affini quelli emessi dal Monopolio, si prende le accese su Benza , affini, sigarette ...si èprende la nostra vita, Cosa gliene importa dei pirla che si giocano la pensione,stipendio o altro al Bar?

    il 17 agosto del 2012
  • Avatar di gibox roppo

    gibox roppo a proposito di italia e lo stato (MAFIA) che permette queste cose......leggete questo annuncio di oggi da una agenzia del lavoro........ per azienda metalmeccanica cerchiamo: MAGAZZINIERE APPARTENENTE ALLE CATEGORIE PROTETTE. Il candidato ideale è un ragazzo giovane e dinamico che si occuperà di: carico/scarico merce e sistemazione della stessa sui bancali, controllo merce in entrata ed in uscita. Sono richieste: pregressa esperienza maturata allinterno di magazzini o di officine meccaniche, capacità di utilizzare muletti e carroponti. MA SCUSATE UNO DELLE CATEGORIE PROTETTE AVRà SICURAMENTE PROBLEMI FISICI.......E VI SEMBRA UN LAVORO DA FARGLI FARE??? MAH FORZA ITALIA.........CANTIAMO TUTTI L'INNO UN ALTRA VOLTAAAAAA....!!!!! sti cazzi n.2

    il 17 agosto del 2012
  • Avatar di gibox roppo

    gibox roppo Lo stato l'unica cosa che fa è fare aprire migliaia di locali tipo "casinò" e cosi' incassa..... qui a paicenza non so quanti ne hanno aperti in questo ultimo anno......da paura!!! stato = mafia mafia= incassare il piu possibile senza preoccuparsi della gente che si rovina!!! evvaiiiiiiiiii forza italiaaaaaaaaaaaaaa............! mi raccomando cantiamo tutti l'inno e forte!!!!! sti cazzi.......

    il 17 agosto del 2012
  • Avatar di Al Buslaner

    Al Buslaner Lo stato, caro pollastri, ci guadagna e quindi sta zitto. Ogni tanto qualche iniziativa di facciata ma poi tutti felici e contenti ad incassare (vedi i balzelli su alcool e tabacco). Le persone siano un minimo intelligenti e, se proprio non riescono a resistere, si pongano un limite ragionevole.

    il 17 agosto del 2012