Lusurasco, rinviata ancora la decisione per la centrale di biogas

A Lusurasco è ancora sospesa la decisione sulla realizzazione dell'impianto di energia alimentato a biogas. Martedì 16 dicembre si attende il nulla osta delle istituzioni. Contro, i cittadini e Italia Nostra, preoccupati delle contaminazioni ambientali

Si deciderà il 16 dicembre prossimo, martedì. Il veto sulla realizzazione, a Lusurasco, della centrale alimentata a biogas per la produzione di energia. Ieri, al tavolo dei lavori, si sono riuniti l'Arpa e l'Asl, la Provincia e i comuni di Castellarquato e Alseno. La decisione finale sul via libera alla costruzione dell'impianto, spetta alla giunta provinciale. Contrari i cittadini.

Intanto tecnici e istituzioni stanno studiando la documentazione. Soprattutto quella inerente all'impatto ambientale della centrale, i rischi sull'ambiente dell'impianto, le modalità di approvazione del progetto.

Risentita Italia Nostra, che ha diffuso una nota sul proprio disappunto. “Italia Nostra - si legge nella nota - non è stata invitata a partecipare alle audizioni effettuate poche settimane fa (precisamente il 7 novembre scorso) dall’Amministrazione provinciale di Piacenza”. E il presidente, Luigi Ragazzi, aggiunge per iscritto: “riteniamo inspiegabile tale esclusione, visto che proprio Italia Nostra aveva a suo tempo presentato osservazioni sulla suddetta richiesta”.
Si tratta di impianto alimentato da fonti rinnovabili o da rifiuti?

Le preoccupazioni sollevate da Italia Nostra e condivise dai cittadini allarmati per eventuali contaminazioni ambientali, riguardano soprattutto la catalogazione della centrale. Si tratta di impianto alimentato da fonti rinnovabili o da rifiuti? Si dice che appartenga alla prima categoria, ma allora – obietta Italia Nostra – come mai è previsto un impianto di deodorizzazione? E come mai c'è un considerevole scarto di tempo fra la produzione degli scarti vegetali e il loro impiego nella centrale a biogas?

L'idea della centrale, infatti, è stata proposta dall'industria Conserve Italia per reimpiegare, nella produzione di energia, i propri scarti di lavorazione. Adesso si attende il responso delle autorità.



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