Giocatore salvato dai compagni di squadra con il defibrillatore

Un piacentino di 45 anni si è accasciato all'improvviso durante una partita della categoria amatori sul campo della Vittorino da Feltre. Soccorso dai compagni e da un medico della società, il defibrillatore ha fatto ripartire il cuore

Sul posto è intervenuto il 118

Proprio nel giorno in cui il calcio italiano piange un giovane calciatore, morto per arresto cardiaco, un piacentino di 45 anni è stato salvato durante una partita di calcio tra amatori grazie ai compagni di squadra che hanno utilizzato un defibrillatore. Il fatto è accaduto nel pomeriggio del 14 aprile sul campo della società Vittorino da Feltre dove si stava disputando un torneo della categoria amatori con la squadra della Pontolliese Bettola. 

LA DOTTORESSA ASCHIERI: "FONDAMENTALE DEFIBRILLATORE IN OGNI CAMPO"

L'uomo, colpito da un arresto cardiaco improvviso mentre giocava, è stato poi trasportato d'urgenza all'ospedale dall'ambulanza inviata dal 118. Il suo cuore è ripartito, ma ovviamente le sue condizioni sono ancora gravi e ora verrà sottoposto alle terapie nel reparto di cardiologia.

Tutto è avvenuto intorno alle 17. Durante un'azione di gioco, il 45enne si è accasciato a terra all'improvviso perdendo conoscenza. Gli atri giocatori hanno subito avvertito il 118 ma nel frattempo è arrivato anche un medico della società sportiva, Salvatore Fermi del direttivo della società, che, intuito che il giocatore era stato colpito da un arresto cardiaco, ha subito utilizzato il defibirllatore di cui la Vittorino da Feltre è dotata.

L'apparecchio ha scaricato e il cuore del 45enne è ripartito. Nel frattempo sono arrivati anche i sanitari del 118 che hanno proseguito con le manovre di emergenza per poi portare l'uomo in ospedale.

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Commenti (10)

  • Fortunatamente i defibrillatori sono sparsi per la città: quelli che so io sono alla Besurica nella zona della Chiesa, al Polisportivo, in Piazza Cavalli. http://www.progetto-vita.it/index.php?option=com_content&view=article&id=22&Itemid=72 Magari non serviranno in tutti i casi, ma meglio che ci siano e siano operativi quando servono... Sopratutto, meglio sapere come usarli, e questo lo possiamo imparare tutti quanti. http://www.progetto-vita.it/ http://www.progetto-vita.it/index.php?option=com_chronocontact&Itemid=82

  • Non era la sua ora. Guardate di filmati alla Tv ..a Pescara c'era il defibrillatore ...e il Primario di cardiologia del Civile di Pescara sugli spalti,, Non è servito a nulla..poverino,

    • Finchè continueremo a pensarla in questo modo ci saranno ancora altri morti. Il defibrillatore a Pescara c'era ma diversamente dal caso di Piacenza non è stato applicato perchè il "primario" ha ritenuto che non fosse necessario

      • beh se un primario ha ritenuto di non usarlo credo ci sia un motivo..il defribillatore va usato solo in determinati casi (quando c'è ancora attività elettrica nel muscolo cardiaco) altrimenti è proprio inutile, per esempio in caso di asistolia.

        • Mi piacerebbe sapere come abbia fatto il primario ad elaborare una diagnosi senza il sostegno di strumenti diagnostici: il defibrillatore semi-automatico, una volta applicati i due  elettrodi adesivi sul torace, avrebbe effettuato in pochi secondi una diagnosi sicura al 99% decindendo se si era in presenza di un ritmo defibrillabile oppure no. In più avrebbe registrato il tracciato nella sua "scatola nera"

        • E' questa mentalità che va combattuta. La Cultura del soccorso serve a questo. Siccome lo ha detto il primario allora il defibrillatore non serviva. Il defibrillatore si posiziona mentre si massaggia, se poi serve o non serve lo deciderà lui (il defibrillatore). E' uno strumento salvavita.

          • Concordo al 100%

  • bhe se porti uno del tacco al nostro ospedale pensano che li hai portati in una clinica privata.....( nello specifico la madre di un mio amico )

  • fa specie sta cosa qui abbiamo un defibrillatore su un campo di amatori,a Pescara non ce l'hanno e giocano la serie B...

    • Beh, ma in questo caso il campo è quello della Vittorino, in più il caso ha voluto che chi ha salvato il malcapitato è un medico d'esperienza che era lì non per la partita, ma poichè membro del consiglio direttivo. Per quanto riguarda Morosini onenstamente non sono informato sui fatti, mi sembra però molto strano che nè il campo nè l'ambulanza avessero il defibrillatore: secondo me l'avevano ma non è servito a niente.

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