Maltrattamenti alla Vittorino, il processo parte con una raffica di eccezioni

Schermaglie tra gli avvocati difensori e quelli di parte civile. Uno dei difensori chiede che il dibattimento sia a porte chiuse

La scuola Vittorino

Una raffica di eccezioni sollevati da difensori e parti civili ha fatto da prologo all’apertura del processo, davanti al giudice Sonia Caravelli e al pm Antonio Rubino, nei confronti di due maestre accusate di maltrattamenti sugli alunni, dopo l’inchiesta nel novembre del 2017. Le insegnanti, Stefania Innamorato, 46 anni, ed Elena Fazio, di 59, entrambe in aula, sono difese rispettivamente dagli avvocati Flavio Dalla Giovanna con Giada Boccellari (Foro di Milano) e da Romina Cattivelli. Tre le famiglie che si sono costituite parti civili con l’avvocato Marco Guidotti e una con Claudio Borgoni.

La battaglia tra le toghe è cominciata con i legali Dalla Giovanna e Boccellari che chiedevano di non ammettere una parte civile, perché il bimbo non risulta mai nominato negli atti dell’inchiesta. Guidotti ha replicato che il piccolo ha assistito ai maltrattamenti e ne ha riportato un danno. Il giudice ha deciso di ammettere la parte civile. Un’altra eccezione ha riguardato i consulenti. Guidotti ha sostenuto che invece di tre consulenti di una delle imputate (un ingegnere elettronico per l’analisi dei video, un pedagogista e un neuropsichiatra infantile) secondo il codice se ne possono sentire due. Boccellari si è opposta chiedendo che tutti e tre vengano ascoltati in aula. L’avvocato Borgoni ha poi posto il problema di sentire o meno i bambini presunte vittime dei maltrattamenti, suggerendo che si decida se farlo o meno solo dopo aver ascoltato in aula la psicologa che ha già svolto le audizioni protette. Infine, l’avvocato Cattivelli ha chiesto al giudice che il processo venga celebrato a porte chiuse (in aula c’erano diversi parenti e genitori degli scolari e anche delle maestre). Caravelli si è riservata la decisione nella prossima udienza che si terrà a marzo.

Le tre insegnanti erano state indagate (due arrestate, poi tornate in libertà) nel novembre del 2017 dopo un’indagine della Polizia locale, svolta nella scuola elementare Vittorino. L’indagine del Sezione investigativa Polizia Locale, e coordinata dal sostituto procuratore Antonio Colonna, scattò dopo la segnalazione di una educatrice di sostegno alla dirigente scolastica, che informò poi la procura. Gli investigatori nascosero alcune telecamere nella classe, riprendendo comportamenti anomali, sempre secondo le accuse, in particolare nei confronti di alcuni bambini che avevano difficoltà di apprendimento (uno di loro era autistico). Schiaffi, umiliazioni, il tentativo di infilare a forza il ciuccio in bocca e derisioni, le condotte adottate, secondo la procura, dalle insegnanti.

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