Maltrattamenti alla Vittorino, tre famiglie si costituiscono parte civile

Udienza dal gip per tre maestre: due sono accusate di maltrattamenti su minori e una terza di abuso di mezzi di correzione. Le difese chiedono tempo per valutare le richieste dei genitori. Si torna in aula alla fine di marzo

Prima udienza sulla strada che porterà al processo di tre maestre della scuola elementare Vittorino da Feltre: due di loro sono accusate di maltrattamenti su minori e una terza di abuso di mezzi di correzione. Il giudice per le indagini preliminari, Luca Milani, ha rinviato l’udienza alla fine di marzo dopo le richieste dei difensori delle tre insegnanti che hanno chiesto tempo per visionare le richieste di ammissione alla parte civile da parte delle famiglie di tre bambini e proporre eventuali eccezioni. A dover rispondere del reato di maltrattamenti sono Stefania Innamorato, 45 anni, difesa dall’avvocato Flavio Dalla Giovanna ed Elena Fazio, 58, assistiti dall’avvocato Romina Cattivelli. Per Donata Lorusso, invece, difesa dagli avvocati Giovanna Cavaciuti e Annamaria Grossi, il sostituto procuratore Antonio Colonna ha ipotizzato il reato di abuso di mezzi di correzione. Le famiglie di tre bambini si sono costituite parte civile con gli avvocati Claudio Borgoni e Marco Guidotti.

Il 9 novembre 2017, Innamorato e Fazio erano state arrestate, e poste ai domiciliari, dagli investigatori della sezione di polizia giudiziaria della Municipale. Entrambe tornarono poi in libertà il 22. A far scattare l’intervento della sezione di Pg della Polizia Locale erano state le immagini riprese da alcune telecamere sistemate, di nascosto dagli agenti, in una classe terza. L’indagine era nata dopo la segnalazione di una educatrice che seguiva bambini con difficoltà di comportamento.

Secondo le accuse, i comportamenti delle maestre sarebbero stati poco ortodossi contemplando umiliazioni e derisioni per arrivare, in alcuni casi, anche agli schiaffi. La vicenda aveva deciso la città tra colpevolisti e innocentisti. A schierarsi con le maestre furono alcuni genitori della classe dove sarebbero stati commessi i presunti maltrattamenti. Papà e mamme avevano detto che i loro figli erano tranquilli e che se ci fosse stato un clima di paura e di tensione se ne sarebbero accorti. «Ci sentiamo di portare questa testimonianza di genitori nei confronti di due insegnanti, finora considerate tra le migliori dell’Istituto» avevano affermato.

L’inchiesta partì il 4 ottobre, quando la direttrice didattica della scuola, Elisabetta Ghiretti, presentò un esposto alla procura dopo aver ricevuto il rapporto di una educatrice della cooperativa Unicoop-Aurora, che era impiegata nella classe. L’educatrice, un’assistente per l’integrazione scolastica dei ragazzi con difficoltà, aveva segnalato una serie di episodi, avvenuti nelle settimane precedenti, che vedevano coinvolte le due maestre e due o tre bambini che avevano problemi di autismo o di deficit di apprendimento.

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