Maxi operazione antidroga dei carabinieri, in carcere anche il gambiano che spaccò una costola a un militare

Ennesima operazione antidroga dei carabinieri di Rivergaro. Disarticolate due bande di stranieri (gambiani e nordafricani). In manette anche lo straniero che a maggio 2019 aggredì un carabiniere e gli ruppe una costola

Il maresciallo Roberto Guasco e il sostituto procuratore Emilio Pisante

La lotta allo spaccio non conosce tregua e chiusa l'Operazione Giardini messa a segno dai carabinieri di Rivergaro guidati da Roberto Guasco con 24 arresti, ecco che gli stessi militari hanno inferto un altro duro colpo ad un mercato fiorente che non conosce crisi. Nei giorni scorsi infatti  hanno eseguito un’ordinanza di applicazione di misura cautelare nei confronti di 17 persone (15 stranieri e 2 italiani) ritenute responsabili, a vario titolo ed in concorso tra loro, di traffico e spaccio di sostanze stupefacenti. Due le bande: da un parte gambiani (molti dei quali richiedenti asilo), dall'altra nordafricani, nel mezzo due albanesi (dediti particolarmente allo spaccio di cocaina) e due piacentini di origine meridionale che da anni abitano a Piacenza e già ampiamente noti alle forze dell'ordine.  Nello specifico, il provvedimento, emesso dal gip Luca Milani su richiesta del pm Emilio Pisante che ha condotto le indagini, ha disposto 12 custodie cautelari in carcere, e 1 agli arresti domiciliari, nonché 4 divieti di dimora. «Continueremo in questa direzione: contrastare il microspaccio che è quello che maggiormente provoca insicurezze a disagio nei cittadini perché intacca e mina la comunità. La mission è quella di restituire qualità del vivere», ha commentato il comandante provinciale dell'Arma, il colonnello Stefano Savo.

hascisc carabinieri 2020-2L'operazione chiamata Mike è un'indagine derivata da quella precedente che aveva di fatto alzato il velo su un grosso giro di spaccio nella zona della stazione ferroviaria, via Colombo, Giardini Margherita, autostazione di via Dei Pisoni, via La Primogenita etc, non solo, i carabinieri avevano scoperto come venivano posizionate delle vedette alle fermate dei bus, sui treni e binari che avvertivano in caso di pericolo chi aveva la droga di darsi dalla fuga. L'approvvigionamento in grosse quantità (anche chili) di hascisc, marijuana e cocaina, come noto, avviene nel Milanese in questo caso specifico a Bresso e nel Bresciano. Nessuno dei pusher aveva un ruolo apicale piuttosto tutti agivano in modo sinergico ed organico in modo tale da poter soddisfare l'enorme richiesta di droga del nostro territorio. Decine le cessioni che ciascun componenete dei sodalizi effettuava al giorno. I carabinieri, grazie a pedinamenti ed intercettazioni telefoniche, hanno ricostruito pazientemente la rete di spaccio riuscendo ad avere, nei mesi di lavoro, un quadro chiaro di quanto stava accadendo. Nelle conversazioni intercettate i pusher parlavano a lungo di come, dove, quando scambiarsi lo stupefacente chiamandolo "panino", "zero", "affari". 

LA VIOLENTA AGGRESSIONE A UNA PATTUGLIA DEL RADIOMOBILE - Il 30 maggio 2019, nel pieno corso delle indagini (durate da marzo a settembre 2019), uno dei gambiani raggiunto poi dall'ordinanza di misura cautelare, per scappare da un controllo nei pressi di via Conciliazione in città non aveva esitato ad aggredire violentemente due carabinieri del Norm. In particolare in un primo momento aveva scagliato la propria bici addosso a un militare, poi nella colluttazione con entrambi era riuscito a spaccare una costola a uno dei due. Era riuscito a fuggire abbandonando più di 30 grammi di marijuana. Ora è alle Novate anche con le accuse di violenza, resistenza e lesioni aggravate a pubblico ufficiale.

OPERAZIONE GIARDINI - L'operazione Giardini era iniziata dalla segnalazione di un cittadino che aveva raccontato ai carabinieri della presenza costante di un'auto nei pressi dei giardinetti pubblici dietro la piazza di Gossolengo.  E chi ha segnalato ai militari ci aveva visto giusto: in quell'auto erano stati trovati 18enni in possesso di alcuni etti di droga, troppi per essere per uso personale e abbastanza per giustificare un intensa e quotidiana attività illecita. Di lì con pazienza e dedizione i carabinieri di Rivergaro avevano alzato il velo su articolato e fruttuosissimo giro di spaccio composto da tre gruppi: uno di egiziani e marocchini, uno di italiani e un terzo di gambiani profughi i quali materialmente erano i capi e tiravano le fila del sodalizio criminale movimentando chili e chili di stupefacente quasi sempre hascisc (ma anche marijuana, cocaina ed eroina) che poi vendevano sia all'ingrosso (ma anche al dettaglio) agli due gruppi (gli italiani avevano clienti adulti e vendevano più spesso cocaina). La droga arrivava da Milano e per portarla materialmente nel Piacentino venivano usati anche minorenni e con l'uso di vedette, come già scritto sopra. 

IL PLAUSO E IL RINGRAZIAMENTO DEL SINDACO PATRIZIA BARBIERI -  “L’operazione antidroga condotta dal Comando provinciale dei Carabinieri di Piacenza, che ha portato all’esecuzione di 17 ordinanze cautelari nei confronti di altrettante persone, è un tassello importante nella lotta allo spaccio di stupefacenti”. Con queste parole il sindaco Patrizia Barbieri esprime “il ringraziamento sincero al colonnello Stefano Savo e a tutti i militari dell’Arma che hanno partecipato a questa complessa indagine coordinata dalla Procura della Repubblica, che ha permesso di sgominare l’attività criminale di due diverse bande nel cuore della città. La comunità piacentina – conclude il sindaco – è riconoscente per il vostro impegno quotidiano e per lo spirito di servizio con cui tutelate la nostra sicurezza, contrastando fenomeni di degrado e illegalità che non possono essere tollerati”.

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