Molestie su una bambina, arrestato un 55enne. Nei guai anche un'addetta ai servizi sociali

Indagine della sezione investigativa della Polizia locale, l'uomo è ai domiciliari. La dipendente comunale è invece indagata per favoreggiamento, abuso di ufficio, omissione di atti di ufficio e rivelazione di atti d’ufficio

Controlli della Polizia locale (Repertorio)

Accuse pesantissime di abusi su una ragazzina di 13 anni per lui - ora agli arresti domiciliari - e accuse altrettanto pesanti per una addetta dei servizi sociali del Comune, indagata con le ipotesi di favoreggiamento, abuso di ufficio, omissione di atti di ufficio e rivelazione di atti d’ufficio.

E’ il velo che ha alzato un’inchiesta della procura di Piacenza che sta indagando dopo l’esposto di una ragazza, oggi maggiorenne, che disse di essere stata abusata circa 14 anni fa. Purtroppo, quegli abusi sono vicinissimi alla prescrizione e non si è potuto dare seguito a quel racconto. Sempre quell’uomo sarebbe il responsabile, però, di violenza sessuale aggravata su minori, su un’altra ragazzina che aveva 13 anni nel 2015, epoca alla quale risalgono le vicende finite nel fascicolo. L’uomo avrebbe in più occasioni toccato quella ragazzina in varie parti del corpo. A parlare di quegli abusi un’amica della giovanissima, ma a far nascere dubbi sull’uomo, un 55enne piacentino, anche le dichiarazioni della moglie che lo accuserebbero di aver visionato materiale pedopornografico. A questo, poi, si sarebbero aggiunti risultati delle indagini della Polizia locale, che ha ascoltato numerose persone.

Un’inchiesta complessa quella coordinata dal sostituto procuratore Matteo Centini, che ha delegato le indagini alla squadra di polizia giudiziaria della Polizia locale. Un’inchiesta in corso da molti mesi, culminata con l’arresto dell’uomo da parte degli agenti di via Rogerio, e che cerca di far luce su un episodio torbido che affonda le radici nella pedofilia. Il gip ha disposto gli arresti domiciliari chiesti dalla procura, concedendo all’uomo il permesso di andare a lavorare. Nell’interrogatorio di garanzia, il 55enne si è avvalso della facoltà di non rispondere. L’avvocato Simona Corbellini, che lo assiste, sta preparando una memoria difensiva nella quale l’uomo fornirà una propria versione dei fatti.

La scorsa settimana, il giudice per le indagini preliminari ha invece respinto la richiesta della procura di un provvedimento interdittivo - che è una misura cautelare - per sospendere l’assistente sociale, che è un dipendente pubblico, dall’esercizio del proprio ufficio. Secondo le accuse, la donna nonostante fosse venuta a sapere del comportamento dell’uomo avrebbe affidato la bambina ai suoceri. A una persona, comunque, della cerchia familiare. L’assistente, inoltre, non avrebbe inserito queste informazioni nelle relazioni al giudice tutelare o al Tribunale dei minori. La donna è difesa dall’avvocato Vittorio Antonini.

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