Quartieri al buio per rubare dieci chilometri di cavi, sgominata la gang del rame

Operazione Black Out. Sgominata dai carabinieri di Cremona, guidati dal maggiore Rocco Papaleo, una pericolosa organizzazione criminale che razziava diverse province rubando chilometri di rame e provocava black out anche di quasi otto ore ciascuno. Otto arresti, tre denunce. I dettagli

I carabinieri con alcune bobine di rame

Non conoscevano ostacoli, capaci di arrampicarsi e smantellare i cavi di rame dagli altissimi tralicci dell’energia elettrica presenti sulla pianura padana. Hanno provocato numerosi “black out” elettrici, causando gravi danni economici e non poche difficoltà ad aziende e piccoli centri abitati. Sono accusati di almeno un centinaio di furti, tredici quelli messi a segno nel Piacentino. Ventiquattro nel Pavese, decine a Udine, diciannove nel Cremonese, cinque nel Lodigiano. Nei giorni scorsi i militari di Cremona, in collaborazione con quelli di Milano, Lodi, Pavia, Udine e Bologna hanno dato il via all’operazione denominata Black Out rintracciando e arrestando, in esecuzione di un’ordinanza di applicazione della misura cautelare in carcere emessa dal gip di Cremona Elisa Mombelli, otto persone, tutti ritenuti responsabili – in concorso ed a vario titolo tra loro – dei reati di furto aggravato e ricettazione. Tre invece i denunciati, già arrestati in flagranza (per un totale di undici soggetti coinvolti, dei quali dieci rom e un italiano).

rocco papaleo 2018-2LE INDAGINI - Le indagini sono state condotte dai militari dal Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Cremona guidata dal maggiore Rocco Papaleo, coordinata dal sostituto procuratore Francesco Messina. Sono iniziate nel luglio del 2016 e seppur interrotta operativamente per alcuni mesi, a causa della fuga di alcuni componenti del gruppo criminale in Romania, loro paese di origine, ripresa e proseguita per tutto il 2018. Abili nell’organizzare in poche ore razzie sistematiche di intere aree geografiche e capaci di non fermarsi di fronte a nessun ostacolo. Sono risultati responsabili di aver sottratto, in decine di colpi, centinaia di chilometri di conduttori di rame, costituenti le campate aree della media tensione dell’energia elettrica, prelevandoli dagli altissimi tralicci presenti sulle zone più isolate della bassa padana lombardo - emiliana e sulle risaie della Lomellina e del pavese, causando gravi danni alle società di erogazione e non poche difficoltà ad aziende e piccoli centri abitati, provocati dai numerosi “black out” elettrici che spesso hanno costretto a sospendere le attività produttive e creato grave disagio alla vita delle comunità.

DOVE COLPIVANO - Operanti in particolare nelle province di Cremona, Lodi, Pavia e Piacenza, unitamente ad altri alternabili furto_6-3fiancheggiatori, sono risultati autori di un numero impressionante di furti, anche di altri tipi di metalli, nonché cavi elettrici interrati negli incanalamenti di strutture industriali, di ingenti quantitativi di altre merci, veicoli ed attrezzi di lavoro, in danno di abitazioni ed aziende, società del settore distribuzione ed erogazione energia elettrica, cantieri edili, aziende agricole, uffici e magazzini vari. Sono stati registrati oltre 50 colpi. L’attività d’indagine ha altresì permesso di individuare il ricettatore del gruppo. Un pensionato italiano con un ruolo ben preciso anche nell’organizzazione logistica dell’attività di smercio, nella fase del trasporto della merce e del rame, sia del suo piazzamento per cui alimentava un florido giro d’affari. Beni che poi reintroduceva nella catena di commercio lecito attraverso alcuni gestori compiacenti con cui è risultato mantenere stretti legami, in particolare nelle province di Piacenza e Pavia e per cui sono ancora accertamenti in corso.

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