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Ecco il nuovo pronto soccorso: «Ora è tutto più accogliente»

Mini kermesse in cantone del Cristo per inaugurare la nuova ala del pronto soccorso a vent'anni dalla costruzione del polichirurgico. L'Asl: «Entro circa un anno completeremo anche il resto della struttura»

Redazione 21 giugno 2012
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Si delinea il volto nuovo del Pronto soccorso dell’ospedale di Piacenza. Dopo l'anticipazione della mattina, sono stati presentati ufficialmente i nuovi locali realizzati nel blocco a quattro piani attualmente in fase di completamento. L’attività clinica sarà spostata in questi ambienti a partire da martedì 26 giugno, alle ore 7. Si tratta di un tassello di avanzamento rispetto al progetto complessivo di ampliamento e riqualificazione: il cantiere si trasferisce adesso negli spazi lasciati liberi dal trasloco. L’opera sarà conclusa nel 2013, arrivando a un raddoppio della superficie iniziale. Dal 26 giugno sarà aperto il nuovo ingresso pedonale per i pazienti e gli accompagnatori, a fianco di quello attuale già utilizzato per i mezzi di emergenza e le ambulanze.

Alla kermesse organizzata appositamente erano presenti il direttore generale Ausl Andrea Bianchi; il sindaco di Piacenza Paolo Dosi; l’assessore provinciale Pier Paolo Gallini; il direttore del dipartimento tecnico Ausl Franco Camia e il direttore del Pronto soccorso Andrea Magnacavallo. La serata è stata coordinata dal direttore di LIbertà Gaetano Rizzuto.

Ecco, in pratica, cosa cambia per i pazienti dal 26 giugno

NUOVO ACCESSO UNICO - È previsto un nuovo ingresso pedonale per i pazienti e gli accompagnatori, a fianco di quello attuale per i mezzi di emergenza e le ambulanze. Dal 26 giugno per entrare in Pronto soccorso non si passerà più dall’atrio del Polichirurgico ma dall’esterno, con le seguenti modalità: 

- i mezzi di soccorso (ambulanze) e i veicoli privati utilizzano la nuova rampa di accesso (con ingresso da via Delle Valli)

- i cittadini possono lasciare l’auto nei parcheggi o aree di sosta vicino all’ospedale e poi raggiungere a piedi il nuovo ingresso a fianco della camera calda. Con le automobili non è invece possibile entrare da Cantone del Cristo. La direttrice viabilistica a senso unico è infatti con ingresso da via delle Valli e uscita su Cantone del Cristo. 

- ACCOGLIENZA UNIFICATA: IL TRIAGE  L’ingresso unico e affiancato di pazienti a piedi e pazienti in barella consentirà di superare una criticità storica del Pronto soccorso, che fino a oggi aveva due accessi diversi. Chi entra si troverà immediatamente di fronte la postazione del personale CIDAS. La postazione di triage è collocata immediatamente dopo l’ingresso: l’infermiere dedicato potrà quindi prendere in carico la persona dopo aver valutato la priorità di visita, secondo linee guida internazionali ormai ampiamente consolidate. 

- ATTIVITÁ ORGANIZZATA PER INTENSITÁ DI CURA Nei nuovi spazi l’attività di assistenza sarà riorganizzata secondo una logica di intensità di cura. Invece degli ambulatori tradizionali, il Pronto Soccorso è stato suddiviso in aree: una per i casi a maggiore priorità (quindi codici gialli e rossi, barellati e non) e altre due per coloro che hanno minore priorità di accesso (si tratta di codici verdi e bianchi, che per la maggior parte non sono barellati). A queste aree di cura si aggiunge una sala urgenza: alla gestione delle estreme emergenze il servizio dedica la quasi totalità delle risorse, coinvolgendo varie figure specialistiche. Quando questo accade, in sala di attesa compare la segnalazione di emergenza in corso. Si tratta di pazienti che necessitano di manovre di rianimazione o interventi di particolare complessità (per esempio, politraumatizzati,  pazienti in arresto cardiaco etc.).                                                                                                                                                                 I codici rossi rappresentano circa il 5 per cento dell’attività del Pronto soccorso, i gialli il 20 - 25 per cento. La rimanente casistica comprende codici verdi (65 per cento) e bianchi (10 per cento). Ogni area sarà gestita da un’equipe dedicata, costituita da personale infermieristico e medico. Tale modalità organizzativa – che il personale stava già attuando in forma sperimentale da circa 2 anni, ovvero dall’apertura del cantiere e dalla prima riqualificazione dei locali - ci allinea a quanto avviene nei grandi ospedali e in molti centri dell’Emilia Romagna.

- MAGGIOR TRASPARENZA Nei nuovi locali il paziente potrà essere costantemente aggiornato rispetto a tutta l’attività in corso: nei vari punti dedicati all’attesa sono installati monitor che permettono di visualizzare informazioni sia sul complesso di utenti in carico al servizio (suddivisi per codici), sia sul singolo cittadino (cui viene assegnato all’ingresso un codice numerico a salvaguardia della privacy). Il nuovo sistema consente anche ai familiari presenti di poter conoscere i volumi di attività in corso e l’eventuale impegno straordinario dei sanitari per codici rossi e gialli, che potrebbe rallentare la gestione dei casi con priorità minore. Un’altra innovazione già applicata negli ultimi due anni riguarda poi la presenza dei parenti. Ai congiunti delle persone particolarmente fragili, previa valutazione del personale sanitario, è offerta l’opportunità di stare accanto al paziente. Un ruolo importante continuerà a essere svolto dai volontari del Gaps, il Gruppo accoglienza Pronto soccorso, che proseguono nella attività di supporto al personale di Pronto Soccorso: le tute blu sono un ponte prezioso tra chi è in attesa (per essere curato o per aspettare un parente) e chi si occupa dell'assistenza.

- PRONTO SOCCORSO ORTOPEDICO E RADIOLOGIA DEDICATA Un’area specialistica è riservata al Pronto soccorso ortopedico per i casi di traumatologia, con trattamento di pazienti acuti. Qui operano direttamente i professionisti del reparto di Ortopedia e Traumatologia durante le ore diurne, che possono essere invece chiamati in consulenza in fascia notturna (20/ 8). Dal Pronto soccorso ortopedico si accede alla postazione radiologica dedicata.  

Il cantiere dovrebbe concludersi nel 2013: fino ad allora le attività cliniche dovranno convivere ancora con il lavoro degli operai. A intervento ultimato L’obiettivo dell’intervento è quello di ampliare e riqualificare gli spazi, progettati a metà degli anni Settanta, quando il numero degli accessi era la metà di quello odierno. La superficie dedicata alle attività sanitarie nei nuovi locali è di 1240 metri quadrati: a lavori ultimati sarà più che raddoppiata, occupando 2750 metri quadrati. 

Nel 2013 saranno introdotte ulteriori novità:

OSSERVAZIONE BREVE INTENSIVA All’interno del Pronto soccorso è prevista la realizzazione di un’area dedicata all’Osservazione Breve e Intensiva (OBI) con 8 posti letto.

PRONTO SOCCORSO ORTOPEDICOI  controlli sui pazienti traumatologici, che oggi si svolgono negli ambulatori collocati nel nucleo antico dell’ospedale di Piacenza, saranno eseguiti in quest’area. 

RADIOLOGIA D’URGENZA Il progetto prevede la realizzazione di una vera e propria Radiologia d’urgenza, con due postazioni diagnostiche, una nuova tac e una sala ecografia. Anche in questo caso particolare attenzione è stata posta alla distribuzione degli spazi per ottimizzare l’efficienza delle tecnologie e del personale. Il progetto prevede un accesso privilegiato per la zona codici rossi e gialli e per la zona Pronto soccorso traumatologico.  Il progetto è stato curato da un’associazione temporanea di progettisti, che ha visto lavorare insieme Altieri Spa di Thiene (Venezia), Svei di Roma e lo studio Oddi di Castelsangiovanni.

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Il cantiere è stato aperto nell’agosto 2010: da allora su Cantone del Cristo svetta un’imponente gru con un braccio di 53 metri. I lavori sono stati affidati a un’associazione temporanea d’imprese che fa capo alla ditta Sandrini Costruzioni Spa di Trento.Il valore complessivo dell’intervento è di 7milioni e 900 mila euro. Finora ne sono stati spesi circa 2milioni e 400mila. Gli accessi annuali al Pronto soccorso di Piacenza sono complessivamente circa 53 mila.L’unità operativa di Pronto Soccorso e il reparto di Medicina d’urgenza (con 21 posti letto, attualmente collocato nel polichirurgico, II piano, blocco C)  sono diretti dal dottor Andrea Magnacavallo. L’equipe opera in costante integrazione con il personale medico dell’unità operativa Emergenza territoriale 118 con un totale di circa 20 professionisti. Alla loro attività si affianca quella del personale assistenziale (infermieri e operatori sociosanitari) che conta di circa 50  unità, coordinate da Paola Nassani. 

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12 Commenti

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  • Avatar di Ugo Moira

    Ugo Moira Averlo fatto più accogliente non è stato difficile,ma si vedrà poi se il personale medico e infermieristico sarà quello che permetterà attese meno lunghe. A parte i casi gravi per i quali l'attesa è sopportabile,di persona ho provato ad aspettare per 6 ore perchè fatta la lastra non era reperibile l'ortopedico. Non è che in Europa si vada meglio: gli Spagnoli che si vantano tanto,hanno una media d'attesa di tre ore e mezza; i Francesi sono anche loro sulle tre ore in giorni normali. Intelligente, e forse è la strada da seguire, nel Regno Unito al Pronto Soccorso si va solo per determinate gravi patalogie.Questo perchè gli ambulatori sanitari che sono in grado di curare lievi malattie e ferite lavorando 24 ore per 365 giorni. Qui se andate ad accompagnare qualcuno al P.S. il sabato o la Domenica trovate il pieno,questo perchè i medici di famiglia e gli ambulatori venerdì sera chiudono. C'è la Guardia Medica, insufficente e ci sono solo due dottori automuniti. Comunque personalmente ringrazio il personale perchè nelle nostre visite o con altri ho ricevuto cortesia ed educazione.E' gia molto!,

    il 23 giugno del 2012
  • Avatar di a s

    a s Allora... Mi son fatto male, sembrava niente di estremo e mi son autocurato per non intasare il prontosoccorso e per non aspettare ore... dopo 2 giorni son peggiorato e allora son dovuto andare al P.S.. Alla fine era niente di grave, qualche cura con farmaci ecc.. Alla fine ho dovuto pagar tutto, nessuna esenzione perchè se ti presenti dopo 24 dall'incidente non puoi essere più esente. Quindi se uno vuol risparmiare, deve andare al P.S. per ogni minima cazzata da subito. Ma a senso? E poi che cosa c'entra se i problemi vengon fuori dopo 2 giorni! Son sempre problemi e le tasse per la sanità le pago tutte!

    il 22 giugno del 2012
    • Avatar anonimo di La sentinella

      La sentinella Facciamo un pò di chiarezza: il tiket per un accesso al PS non si paga solo se il medico decide che hai bisogno di un ricovero,indipendentemente da quando ti presenti per il tuo problema. Se invece non sussistono i motivi per un ricovero e vieni "dimesso a domicilio" non si scappa,paghi.

      il 22 giugno del 2012
      • Avatar di zorro zorro

        zorro zorro non sono sicuro che sia cosi Sentinella; io con un codice verde per una grave distorsione alla caviglia non ho pagato nulla e mi han fatto rx-visita ortopedica-doccia gessata ma nessun ricovero..ho pagato i ticket del rx e visita dopo 2 settimane quando hanno rimosso il gesso

        il 23 giugno del 2012
        • Avatar di max max

          max max vero,i codici verdi non pagano,anche se dopo le cure vieni dimesso e non ricoverato si pagano le prestazioni erogate in codice bianco,come è giusto che sia,visto che i codici bianco sono sempre piccole cose curabili dal medico di famiglia in ogni caso al pronto soccorso,per definizione proprio,è impossibile avere tempi di accesso e di attesa certi,visto che dipende sempre da chi ci arriva..se ci sono emergenze (e ci sono spesso,incidenti o altro) da codice giallo o addirittura rosso è chiaro che anche i codici verdi vengono messi in attesa..bisogna avere pazienza...

          il 23 giugno del 2012
    • Avatar di UfoRobot

      UfoRobot Potevi anche andare dal tuo medico di base e farti dare gli stessi farmaci senza pagare nulla, visto che, come tu stesso affermi non era nulla di grave. Se poi avessi avuto bisogno di particolari visite te le avrebbe prescritte lui. Hanno fatto più che bene a farti pagare tutto. Se si aspetta 4/5 ore è perchè c'è la gente come te che non ha capito che al pS ci si va quando ci sono veri problemi che non possono aspettare

      il 22 giugno del 2012
      • Avatar di Luca M

        Luca M e comunque poi c'è sempre la guardia medica, per cose meno serie, che c'è quando il medico di base non c'è (sera-notte e fine settimana!) io sono stato cucito (con gli steri strip) un paio di volte dalla guardia medica ad esempio ed in 30' me la sono cavata! se andavo al PS ci stavo mezza giornata!!!

        il 22 giugno del 2012
    • Avatar di Sim Sala Bin

      Sim Sala Bin Ti è volata via un'H. Era per questo che eri andato al Pronto Soccorso?

      il 22 giugno del 2012
  • Avatar di fabrizio ferangui

    fabrizio ferangui tutto molto bello e si spera funzionante: se tutti , compresi i manager ausl hanno percepito , il problema era che a parte i codici rossi, se uno va al PS deve comodamente( e non sempre comodam) aspettare 4/5 ore anke quando si portano anziani in condizioni abb.critiche....speriamo che queste ore diminuiscano e che il popolo capisca che con 37 ° di febbre non si va al PS

    il 22 giugno del 2012
    • Avatar di Sim Sala Bin

      Sim Sala Bin In effetti il problema è che c'è un sacco di gente che va al pronto soccorso per problemi inesistenti.

      il 22 giugno del 2012
      • Avatar di Faelelpam

        Faelelpam Comincia a far sborsare loro 100 Euro a visita e vedi come perdono il vizio.

        il 22 giugno del 2012
        • Avatar di Bromuro di Potassio

          Bromuro di Potassio esatto. prima di farla ovviamente. stranieri=0 piacentini (notoriamente tirchi)= pochi

          il 22 giugno del 2012