Seconda notte di protesta alla Gls, acqua e viveri ai lavoratori sul tetto

Seconda notte sul tetto di Gls per il gruppo di facchini licenziati da Seam, la srl aggiudicataria dell’appalto di gestione del magazzino della multinazionale di via Riva. La zona è presidiata dalla polizia. Il 18 aprile la conferenza con il responsabile nazionale di Usb, Aboubakar Soumahoro

Le forze dell'ordine e i vigili del fuoco sul posto il 17 aprile (foto Gatti)

Seconda notte sul tetto di Gls per il gruppo di facchini licenziati da Seam, la srl aggiudicataria dell’appalto di gestione del magazzino della multinazionale di via Riva. «Una gestione disinvolta, con il beneplacito di Gls, in cui il lavoratore sindacalizzato, quello scomodo, che rivendica i diritti e il giusto salario, viene subissato di contestazioni disciplinari fino ad arrivare, appunto, alle lettere di licenziamento consegnate lo scorso 29 gennaio», si legge in una nota ufficiale del sindacato Usb.  I lavoratori sono saliti sul tetto dell'hub di Montale, ormai non più a pieno regime, nella giornata del 16 aprile. Vani i tentativi di mediazione messi in atto dai poliziotti della Digos, sul posto anche il questore Pietro Ostuni e il capo di Gabinetto, Filippo Sordi, i carabinieri e la polizia locale. Con loro i vigili del fuoco con l'autoscala e a turno ambulanze di Croce Rossa e Croce Bianca. Nel tardo pomeriggio del 17 aprile si sono verificati alcuni attimi di tensione quando sembrava che un lavoratore fosse caduto dalla parte di tetto più alta a quella sottostante: immediatamente sono stati attivati i soccorsi che però sono stati costretti a desistere: «Se salite, ci buttiamo. O lavoriamo o moriamo», hanno urlato in coro i facchini. E così i vigili del fuoco arrivati in pochi secondi se ne sono dovuti andare insieme alla Croce Bianca. L'uomo non avrebbe comunque riportato alcuna lesione e pare che non sia nemmeno caduto, forse potrebbe aver accusato solo un leggero malore. In serata altri iscritti a Usb (sul posto anche i responsabili del sindacato Roberto Montanari e Riad Zaghdane) hanno fatto avere, dopo il placet della polizia, viveri, acqua e medicinali ai manifestanti che vogliono risposte sia dal prefetto Maurizio Falco sia da Gls. Il sindacato ha poi annunciato una conferenza stampa per il 18 aprile in via Riva con Aboubakar Soumahoro, responsabile nazionale di Usb.  «I 33 facchini licenziati, gli altri 54 dichiarati in esubero a febbraio, e con loro tutta l’Unione Sindacale di Base, attendono risposte più volte promesse e mai arrivate. Vedi le rassicurazioni avute al ministero del Lavoro il 22 febbraio scorso, quando in occasione del riuscito sciopero nazionale della logistica proclamato da Usb, fu annunciata la convocazione di Gls, l’apertura di un tavolo nazionale sulla logistica e l’accensione di un faro su un sistema di caporalato e lavoro nero che ha trasformato l’intero settore nella terra dell’assenza dei diritti. I 33 lavoratori licenziati proseguiranno nella loro protesta fin quando le loro ragioni non troveranno ascolto e non saranno ristabiliti i diritti sindacali ed economici violati», conclude la nota ufficiale del sindacato.

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