Assassinato Rocco Bramante, il boss dei nomadi di Caorso. Rappresaglia sinti: «Presto vendetta»

L'omicidio è avvenuto davanti al bar Filly di via Roma a Caorso al culmine di una lite con un altro pregiudicato di 63 anni. E' stato accoltellato mentre cercava di andare dai carabinieri per chiedere aiuto

I rilievi dei carabinieri sul luogo (Foto Gatti-Trespidi)

Rocco Bramante, pregiudicato 52enne del campo nomadi di Caorso, ritenuto dai carabinieri il capo della gang di ladri d'abitazione sgominata lo scorso anno, è stato ucciso a coltellate nel tardo pomeriggio del 13 gennaio a Caorso. L'omicidio è avvenuto davanti al bar Filly di via Roma al culmine di una lite con un altro pregiudicato 63enne, Luigi Baletta, residente a Caorso, sarebbe stato lui a rubare un coltello dal bar e ad aggredire Bramante all'interno della sua auto. Diversi i fendenti, uno mortale che avrebbe reciso l'arteria femorale del "boss" dei nomadi di Caorso, dopo aver sposato una donna sinti. L'uomo è morto all'arrivo all'ospedale di Piacenza dove è stato trasportato d'urgenza dal 118 che ha inviato sul posto ambulanza e automedica. Il presunto assassino, anche lui pare pregiudicato, si trova ora nella caserma dei carabinieri di Fiorenzuola: i militari lo hanno trovato e bloccato in pochi minuti ancora in paese. Sul posto per le indagini il Norm di Fiorenzuola, i militari della stazione di Caorso e il nucleo investigativo. I titolari cinesi del bar sono stati ascoltati a lungo dagli inquirenti e hanno raccontato quando accaduto sotto i loro occhi.  Il presunto assassino è stato interrogato e poi arrestato per omicidio su disposizione del pm Antonio Colonna. 

Rocco Bramante-2Davanti alla caserma dei carabinieri di Caorso, proprio mentre i militari stavano svolgendo tutti gli accertamenti sulle scale dove l'uomo si è accasciato dopo la corsa in auto per chiedere aiuto ormai in una pozza di sangue, si sono radunate un gruppo di donne sinti che hanno urlato, inveito, proferito minacce anche di morte e giurato vendetta. Ad un certo punto hanno anche brandito un tubo di ferro con l'intenzione di danneggiare un'auto parcheggiata a pochi metri di distanza e a detta loro, quella del presunto omicida. Ovviamente i carabinieri le hanno fermate immediatamente. Hanno anche insultato il sindaco Roberta Battaglia che durante l'indagine Tower dei carabinieri era stata minacciata proprio in municipio. Da una prima ricostruzione dei fatti, Bramante e il suo assassino hanno iniziato a litigare, per motivazioni ancora da chiarire, all'esterno del bar. Una lite molto violenta in cui i due sono venuti anche alle mani.

A questo punto il 52enne, stando ad alcuni testimoni sarebbe salito a bordo della sua Fiat Idea e avrebbe cercato di investire l'aggressore. Il quale, per tutta riposta, dopo essere entrato nel bar e aver afferrato un coltello, sarebbe stato visto uscire in fretta, aprire la portiera dell'auto di Bramante e accoltellarlo. Rimasto gravemente ferito da un fendente al gluteo sinistro che gli ha reciso l'arteria femorale, Bramante si è diretto alla vicina caserma dei carabinieri, ma è caduto a terra privo di conoscenza a causa della forte emorragia. Sul posto è subito arrivata un'ambulanza della Pubblica di Monticelli insieme all'autoinfermieristica della postazione di Roveleto: i sanitari hanno trovato l'uomo in un lago di sangue e in arresto cardiaco. Hanno subito richiesto l'intervento dell'automedica e hanno eseguito un massaggio cardiaco. Poi il trasporto d'urgenza all'ospedale di Piacenza, ma per l'uomo non vi era più nulla da fare

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