Omicidio di via Nasolini, il giudice: «Mazzarelli voleva uccidere»

Accoltellato a morte Ervin Tola, davanti al bar Oldtimer. Pubblicata la sentenza. il difensore: «Il mio assistito ha colpito mentre era a terra aggredito. E poi non si è costituito perché aveva programmato una difesa»

La scena dell'omicidio

Mazzarelli voleva uccidere quella sera in cui ha colpito con alcune coltellate Tola, davanti al bar Oldtimer. E’, in sintesi, il contenuto della sentenza dell’omicidio di Ervin Tola, di soli 31 anni. A ucciderlo, secondo il giudice di Piacenza, fu Gianluca Mazzarelli, oggi 27enne, che, il 16 luglio, è stato condannato a 14 anni e due mesi dal giudice per l’udienza preliminare, Stefania Di Rienzo. Il difensore, l’avvocato Antonino Rossi, aveva preannunciato il ricorso in Appello, che farà basandosi proprio sulle motivazioni. Mazzarelli sta scontando la pena in carcere. Mazzarelli, quella maledetta sera del 29 dicembre 2017, ha accoltellato a morte, durante una rissa, l’imbianchino albanese davanti al bar Oldtimer in via Nasolini, all’incrocio con via IV Novembre. Una tragedia che si è consumata in un’ora e mezza: dalle prime tensioni delle 21.30 fino all’omicidio avvenuto alle 23.06.

rossi antonino avvocato-2Il giudice, nella motivazione della sentenza di condanna, ha aderito in toto alla ricostruzione che aveva fatto il pm Emilio Pisante. Quella sera, Mazzarelli, secondo il giudice, era al bar e avrebbe cominciato a infastidire la barista. Mazzarelli era con un amico e due erano visibilmente ubriachi. Tola e un altro albanese erano intervenuti, scatenando una lite, e il gruppetto era uscito dal bar. Poco dopo la barista li ha seguiti e ha visto Tola a terra, mentre Mazzarelli era fuggito. Tola era stato raggiunto da diverse coltellate, dopo una scazzottata con Mazzarelli e il suo amico. Secondo l’imputato, il coltello da cucina - mai ritrovato - era caduto dalla tasca di Tola e Mazzarelli lo aveva raccolto mentre si trovava a terra aggredito dai due albanesi. «Non condivido - ha affermato l’avvocato Antonino Rossi la ricostruzione del giudice. Mazzarelli era a terra e ha cercato di difendersi, non credo che abbia colpito Tola mentre era in piedi. Il mio assistito era per terra colpito da due persone. Ritengo che in quel momento ci sia stata una minorata difesa. Chiederò poi di considerare le attenuanti, che non sono state concesse». Infine, Rossi analizza anche un altro aspetto: «Per l’accusa, Mazzarelli si presentò in questura avendo preordinato una difesa. Non credo sia stato così, perché era alterato da alcol e droga. Quando gli dissero cosa era successo, realizzò la gravità del fatto e il 30 dicembre, cioè il giorno dopo, si costituì». Rossi, durante il processo, chiese di cambiare il reato da omicidio volontario a preterintenzionale. Si era trattato, secondo il legale, di un eccesso colposo di legittima difesa. Insoddisfatti della sentenza, invece, erano stati i familiari di Tola che avevano ritenuto mite la pena. Il giudice, al padre alla madre e ai fratelli aveva riconosciuto un risarcimento di 500mila euro ciascuno. Al figlio che Tola aveva appena avuto dalla compagna il giudice aveva assegnato un risarcimento di 750mila euro.

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