Omicidio di via Nasolini, il questore: «Tragedia che si poteva evitare»

A dichiararlo il questore Salvatore Arena che ha disposto la chiusura per quaranta giorni del bar Olditimer in via Nasolini nel quale il 29 dicembre è nata la lite che ha portato poi all'omicidio del 31enne Ervin Tola per le tre coltellate che gli avrebbe inflitto il 26enne Gianluca Mazzarelli

La scena dell'omicidio

«E' una tragedia che si poteva evitare? Sì, bastava avvertirci qualche ora prima», a dichiararlo il questore Salvatore Arena che ha disposto, a decorrere dal 17 gennaio, la chiusura per quaranta giorni del bar Olditimer all'incrocio tra via Nasolini e via Quattro Novembre, nel quale il 29 dicembre è nata la lite che ha portato poi all'omicidio del 31enne Ervin Tola per le tre coltellate che gli avrebbe inflitto il 26enne Gianluca Mazzarelli, una mortale. 

"La lite tra Ervina Tola, Mazzarelli e altri avventori (tutti ascoltati dagli agenti della squadra mobile, guidati da Serena Pieri, che si stanno occupando delle inadagini coordinate dal sostituto procuratore Emilio Pisante) era iniziata  - fanno sapere dalla questura - più di un'ora prima dell'accoltellamento mortale, tutti erano sotto l'effetto di alcol e nessuno, compresa la barista, ha chiamato per tempo le forze dell'ordine all'inizio di quel litigio che poi è degenerato in rissa e infine in omicidio".

La decisione della chiusura temporanea deriva quindi "dalla mancata collaborazione della barista dipendente della titolare del bar, una romena di 34 anni, che in sua assenza, ne fa le veci, con le forze di polizia. Non chiamare i soccorsi avrebbe concorso al perdurare di una situazione di pericolo che ha portato alla morte dell'imbianchino albanese". "Se - fa sapere la polizia - la barista avesse chiamato alle prime avvisaglie (anche perché i protagonisti della furibonda lite erano sotto i fumi dell'alcol e all'interno del locale, anche se l'omicido è avvenuto fuori) si sarebbe potuto evitare che le cose precipitassero". " Non si tratta di una responsabilità penale  - proseguono gli inquirenti - ma arena sordi 2018 ok-2di una grave negligenza e mancanza di interesse nella corretta gestione imprenditoriale dell'attività commerciale del locale".

IL QUESTORE - «La colpa che si fa al titolare in questo caso - ha dichiarato il questore - è quella di non aver avvisato per tempo le forze di polizia, perché il nostro intervento molto probabilmente avrebbe impedito che l'evento potesse avere quelle conseguenze tragiche. Anche se assente il titolare è responsabile della sicurezza e ci deve essere un suo rappresentante che ha gli stessi diritti e doveri di chi l'ha assunto». «Invitiamo tutti i gestori e i titolari di esercizi pubblici  - prosegue - di avvertirci subito quando si verificano episodi che possono turbare la sicurezza pubblica, solo così si potrà dimostrare la piena collaborazione con le forze di polizia, diversamente adotteremo provvedimenti esemplari» e amareggiato conclude: «Era una tragedia che si poteva evitare».

L'ARTICOLO 100 - Il provvedimento di 40 giorni, il settimo in due anni e mezzo e il più lungo mai disposto da Arena, è l'applicazione dell'articolo 100 del Tulps (Testo Unico di Pubblica Sicurezza) che prevede la chiusura di un locale per un periodo in caso di “tumulti o gravi disordini”, oppure “qualora il locale sia abituale ritrovo di persone pregiudicate o pericolose” o, comunque, se il comportamento costituisca “un pericolo per l’ordine pubblico, per la moralità pubblica e il buon costume o per la sicurezza dei cittadini”. Qualora il titolare riaprisse nonostante il provvedimento scatterebbe una multa, e qualora il locale fosse colpito da altri provvedimenti uguali nel giro di tre anni, il Comune può decidere la revoca della licenza. L'ultimo provvedimento del 100 del Tulps era stato adottato per il Bar Africano in via Pozzo il 15 novembre. Durante la notifica erano stati aggrediti due giornalisti e alcuni poliziotti. 

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