Omicidio Puddu, per Rizzotto torna la condanna a 11 anni

Lo ha deciso la Corte di Appello di Bologna, dopo l’annullamento della sentenza in Cassazione. E l’accusa passa da omicidio volontario a preterintenzionale. Confermato il risarcimento alla sorella della vittima, morta a Fiorenzuola nell’agosto 2014

Dario Rizzotto e il luogo della tragedia

Per l’omicidio di Daniela Puddu, si torna alla sentenza di primo grado. Qualificando l'omicidio come preterintenzionale, anziché volontario, la Corte d'assise d'appello di Bologna ha ridotto da 23 a 11 anni la condanna inflitta da una diversa sezione della stessa Corte d'assise d'appello a Dario Rizzotto, 40 anni, originario di Salemi (Trapani), tuttora in carcere. La Corte ha anche confermato il risarcimento di 30mila euro in favore della sorella della vittima, che si era costituita parte civile con l’avvocato Mara Tutone.

Era stata la Cassazione, nel luglio dello scorso anno, ad annullare, su richiesta dell'avvocato difensore Calogera Falco, la precedente sentenza di condanna, con rinvio ad altra sezione dello stesso organo. Rizzotto fu arrestato dai carabinieri nell'agosto 2014 con l'accusa di aver ucciso a Fiorenzuola la compagna, la 37enne sarda Daniela Puddu, gettandola dalla finestra al terzo piano del suo appartamento. Sarebbe stato quello, la sera del 14 giugno 2014, a Fiorenzuola, il drammatico epilogo di una lite scoppiata per gelosia. Rizzotto, che disse agli investigatori disse che la donna si era suicidata, si sarebbe, infatti, accorto che questa inviava messaggi su Facebook all'ex fidanzato. Quella sera, l’uomo avrebbe assunto droga e alcool.

La Cassazione aveva annullato la sentenza con rinvio a diversa sezione della Corte d'assise d'appello di Bologna proprio al fine di valutare se si fosse trattato di omicidio preterintenzionale. Secondo l'avvocato Falco, infatti, nonostante la lite, sarebbe mancata la volontà di uccidere. 

La Corte d’Appello, nell’ottobre 2016, ha raddoppiato la pena a Rizzotto contestandogli l’omicidio volontario. Il procuratore generale ha proposto un’ipotesi inedita: Rizzotto, secondo le accuse, avrebbe spinto Daniela fuori dalla finestra e nello stesso tempo le avrebbe strappato la catenina che aveva al collo che si è spezzata. La procura bolognese così ha deciso per l’omicidio volontario. Una tesi, quella della volontarietà, sostenuta anche dall’allora pm Roberto Fontana.

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