Operaio morto, Usb: «Confermiamo la mobilitazione nazionale. Aspettiamo risposte da Gls»

Faccia a faccia in prefettura tra il sindacato di base e l'azienda di trasporti di Montale. Presente anche il questore Salvatore Arena

L'incontro in prefettura

Dopo più di due ore si è concluso l'incontro tra l’azienda di trasporti Gls di Piacenza e il sindacato di base Usb davanti al prefetto Anna palombi, il questore Salvatore Arena e il sindaco Paolo Dosi accompagnato dal vicesindaco. Un lunedì di dialogo dopo una settimana di tensioni, iniziata le sera del 14 settembre con la morte del 53enne egiziano davanti alla Gls in via Riva a Montale, proseguita con il blocco dei binari della stazione il 15 settembre e il maxi corteo di sabato scorso. Sul tavolo il sindacato ha messo diverse richieste: stabilizzazione dei contratti a tempo determinato per 16 persone,  il reintegro di sei lavoratori licenziati nel gennaio scorso e in generale la ricostruzione di rapporti sindacato-azienda collaborativi e sani. La Gls, presente con il proprio legale, un country manager e un consigliere di amministrazione si sono presi un pomeriggio per decidere insieme ai vertici e alle 20 sempre del 19 settembre è fissato l'incontro decisivo sempre in Prefettura. Per il 20 settembre intanto Usb ha indetto una mobilitazione generale in tutti i magazzini Gls d'Italia: qualora le risposte dell'azienda non dovessero soddisfare ci saranno blocchi in tutti gli hub. «Per il momento ci siamo confrontati sulla trattativa ma ci aspettiamo che accada qualcosa e si avvii la negoziazione. La Gls sapeva benissimo le nostre richieste e in questi mesi non hai fatto quello che si era impegnata a fare: ha quindi delle responsabilità sociali e politiche. Il blocco in via Riva per ora continua. Usb ritiene che il proprio iscritto sia stato ucciso durante un picchetto e parla di «omicidio padronale», mentre la procura, dopo aver visionato i video di sorveglianza dell'azienda e fatto le indagini ha dichiarato che si tratta di «un incidente» pertanto il camionista 43enne italiano alla guida del tir che schiacciò il facchino, è accusato di omicidio stradale ed è indagato a piede libero. La versione fornita dalla procura poche ore dopo la tragedia non convince Usb: «Per noi è un omicidio. Ci saremmo aspettati una telefonata di condoglianze da parte dell'azienda ma non è mai arrivata. Parleremo di quanto è successo e chiederemo di proseguire nella vertenza che era già in atto prima di quella sera», dichiara Sergio Bellavita dell'Usb nazionale.

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