Operaio travolto e ucciso da un tir, Usb: «Siamo davanti a un assassinio padronale». Rilasciato il camionista

«Siamo davanti a un assassinio padronale», lo afferma Riadh Zaghadane, responsabile della Logistica Nazionale USB davanti ai cancelli della Gls dove Abd Elsalam Ahmed Eldanf, un operaio egiziano è stato ucciso. La Procura: «Il camionista è indagato a piede libero per omicidio stradale»

ll picchetto davanti alla Gls

«Siamo davanti a un assassinio padronale», lo afferma Riadh Zaghadane, responsabile della Logistica Nazionale USB davanti ai cancelli della Gls dove nella serata del 14 settembre Abd Elsalam Ahmed Eldanf, un operaio egiziano, loro iscritto, è stato travolo e ucciso da un tir in uscita dall'hub dell'azienda di logistica durante un picchetto di protesta. Il giorno dopo la tragedia in tanti si sono stretti attorno ai famigliari della vittima in via Riva a Montale, sono stati appesi striscioni e montati gazebo. 

Schermata 2016-09-15 alle 20.18.51-2«Hanno detto di tutto, manca solo che si dica che si è suicidato. Abbiamo fatto decine di picchetti, la polizia sa cosa succede e come ci si muove. Ciò che è successo per noi rappresenta la sintesi di quello che subiscono tutti i lavoratori della logistica, specialmente se si tratta di migranti. Qui non si parla più di meno diritti e meno dignità, ma di meno vita. Il nostro è un sindacato serio, ci siamo messi in moto e continueremo il presidio fino a quando il nostro compagno non avrà giustizia e agiremo anche per vie legali». Continua il sindacalista.  «Noi delegati eravamo impegnati in un incontro a qualche centinaio di metri dalla Gls ed eravamo circondati da molti poliziotti in borghese, troppi, mentre solo due gli agenti erano rimasti davanti all'hub insieme agli altri operai. Qualcosa del servizio d'ordine non ha funzionato ed è morta una persona. In queste ore ha avuto più peso la testimonianza dell'azienda, lo riteniamo un fatto gravissimo. La Gls ha dimostrato di preferire il profitto agli esseri umani facendo uscire i tir», conlcude. Le vie di accesso alla ditta sono chiuse e presidiate dalla polizia municipale, sul posto la polizia, gli agenti della Digos e i carabinieri. Non si eslcude che nelle prossime ore decine di persone possano radunarsi a Montale per portare solidarietà al sindacato e ai lavoratori. Sabato 17 settembre, hanno fatto sapere da Usb, è prevista una manifestazione a livello nazionale di protesta in centro a Piacenza. Abd Elsalam Ahmed Eldanf lascia cinque figli e una moglie.Il fratello presente sul posto al momento dell'incidente ha accusato un malore ed è stato soccorso dai sanitari del 118.

vernelli mei pisante cappelleri procura-3LE DICHIARAZIONI DELLA PROCURA - «Quando è avvenuto l’incidente non era in atto alcuna manifestazione davanti all’ingresso della Gls». Lo sottolinea il procuratore capo di Piacenza Salvatore Cappelleri che, insieme al sostituto Emilio Pisante titolare dell’indagine, e ai dirigenti della questura, ha voluto rimarcare la ricostruzione attendibile fatta fino ad ora dagli inquirenti. Specificando subito che il 43enne che era alla guida del Tir che ha travolto l’operaio egiziano, è già stato rilasciato: «E’ indagato a piede libero per omicidio stradale».  «Per fortuna di tutti - ha detto Cappelleri - sul posto al momento dell’incidente c’era una volante della polizia e gli agenti sono testimoni diretti di quanto è successo. Non c’era alcuna manifestazione in atto, il camion stava uscendo regolarmente dalla Gls, dopo aver terminato le operazioni di carico, effettuando una svolta a destra. La vittima è stata vista correre verso il camion che, svoltando, lo ha investito. Ma crediamo che l’autista non se ne sia accorto per nulla, fin quando gli agenti non gli hanno fatto segno di fermarsi». In procura spiegano che non si sa ancora se l’egiziano di 53 anni si fosse addirittura steso davanti al mezzo pesante in segno di protesta solitaria: «Sarà l’autopsia a fornire maggiori elementi per la ricostruzione» conclude la procura.

LA NOTA UFFICIALE DI USB - ""Ammazzateci tutti"  è il grido dei lavoratori della logistica di Piacenza. Un nostro compagno, un nostro fratello è stato assassinato durante il presidio e lo sciopero dei lavoratori della SEAM, ditta in appalto della GLS, questa notte davanti ai magazzini dell’azienda. Il gravissimo fatto è l’epilogo di una serata di gravi tensioni, la USB aveva indetto una assemblea dei lavoratori per discutere del mancato rispetto degli accordi sottoscritti sulle assunzioni dei precari a tempo determinato. Di fronte al comportamento dell’azienda i lavoratori, che erano rimasti in presidio davanti ai cancelli, hanno iniziato lo sciopero immediato. Proprio durante azione di sciopero, un lavoratore, padre di 5 figli e impiegato nell’azienda dal 2003, è stato assassinato,  sotto lo sguardo degli agenti di polizia, da un camion in corso che ha forzato il blocco. Questo assassinio è la tragica conferma della insostenibile condizione che i lavoratori della logistica stanno vivendo da troppo tempo. L’USB si impegna alla massima denuncia dell’accaduto: violenza, ricatti, minacce, assenza di diritti e di stabilità sono la norma inaccettabile in questo settore"

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IL VIDEO - MUORE TRAVOLTO DA UN TIR DURANTE IL PICCHETTO

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