Palpeggia la figlia di 8 anni della famiglia che lo ospita, pellegrino condannato

Un pellegrino francese, ospitato da una famiglia in Alta Valtrebbia, avrebbe palpeggiato una bimba di 8 anni: condannato a 3 anni e sei mesi. Chiesti, invece, 3 anni per un indiano che avrebbe cercato di toccare e baciare una 13enne in Valtidone

Immagine di repertorio

Una condanna e una richiesta di pena per due casi di violenza sessuale su minori. Un imputato, un francese, è stato condannato a 3 anni e sei mesi di reclusione, mentre per un indiano il pm Antonio Colonna ha chiesto 3 anni di reclusione (sottolineando come ci sia la lieve entità). Il collegio dei giudici, presieduto da Gianandrea Bussi, ha condannato un francese che era stato accusato di aver palpeggiato una bambina di 8 anni in Alta Valtrebbia, nel gennaio del 2017. Il pm Colonna aveva chiesto una pena di 5 anni, poi ridotta 3 anni e sei mesi. Secondo le accuse l’uomo, che si era detto un pellegrino, era stato ospitato in casa da una famiglia. A vedere il francese che avrebbe toccato la bambina era stata la madre, che aveva subito denunciato il fatto ai carabinieri. L’uomo, difeso dall’avvocato Jonathan Vignali, ha sempre negato i fatti e il suo legale, in aula, ha sostenuto che non ci sono le prove di quanto avvenuto. La difesa è, comunque, intenzionata a ricorrere in appello.

E un’altra richiesta di condanna, il pm Colonna l’ha avanzata per un indiano che, nel novembre del 2013 nella zona di Rottofreno, avrebbe cercato di toccare e baciare una ragazza di 13 anni a cui aveva offerto un passaggio in auto. Per l’indiano, non più in Italia e difeso dall’avvocato Annalisa Valla, l’accusa ha chiesto tre anni di reclusione, una pena non alta a causa dell’ipotesi lieve che viene contestata all’imputato. La ragazzina, dopo aver subito le avances dell’uomo, un 37enne all’epoca e amico di famiglia, era fuggita dall’auto e aveva raccontato tutto alla madre, la quale si era subito rivolta ai carabinieri. Il 37enne aveva accompagnato la giovane in città e al ritorno l’avrebbe aggredita. La vicenda si inserisce in un contesto delicato. Nemmeno il sostegno di una comunità l’aveva aiutata perché lei spesso non frequentava la struttura e neppure la scuola. L’anno dopo rimase incinta e partorì un bambino. Poi, lasciò l’Italia. A gennaio è prevista l’arringa della difesa e la sentenza.

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