Pedina l’ex amante con il Gps, chiesta la condanna a un anno e mezzo

Un bancario 60enne - arrestato due volte - invaghito di una 40enne. Chiesto il risarcimento per la donna. La difesa: non c’era la volontà di perseguitarla, va assolto

Era stato arrestato due volte per stalking nei confronti della stessa donna. Ora, la prima inchiesta sta per concludersi dopo essere approdata davanti al giudice per le indagini preliminari Luca Milani. Il pm Antonio Colonna, il 13 settembre, ha chiesto la condanna a un anno e sei mesi per un impiegato di banca di 60 anni, imputato per stalking nei confronti di una donna romena di 40 anni, con la quale aveva avuto una breve relazione nel passato. La sentenza è attesa nella prima settimana di ottobre. Il bancario era ossessionato da quella donna tanto da arrivare a metterle un Gps sotto l’auto per poterla pedinare a distanza.

All’uomo, difeso dall’avvocato Romina Cattivelli, la donna ha chiesto un risarcimento per averle rovinato la vita. La romena si è costituita parte civile con l’avvocato Matteo Dameli, il quale ha avanzato la richiesta di un risarcimento pari a 200mila euro. Nel processo c’è anche un’altra parte civile, assistita dall’avvocato Paolo Fiori: il 60enne avrebbe usato i documenti di un altro uomo - ignaro di tutto - per acquistare una sim così da seguire su uno smartphone le indicazioni del Gps. Per questo, è scattata anche l’accusa di sostituzione di persona. Secondo il difensore non c’era la volontà di perseguitarla. «Il reato - ha scandito l’avvocato Cattivelli - non si è configurato. Il mio assistito voleva solo un chiarimento». Al termine, la difesa ha chiesto l’assoluzione o la modifica del reato in molestie anziché stalking. La prima volta, le manette ai suoi polsi li fece scattare la squadra investigativa della Polizia locale nell’ottobre del 2018. La seconda, sempre gli stessi agenti, avvenne agli inizi dello scorso agosto: lui, uscito dal carcere in marzo ma avendo sempre il divieto di avvicinamento, aveva ripreso a seguire la donna appostandosi vicino a un bar sulla provinciale Valnure: quando la vedeva, si metteva in mostra e le inviava baci.

In ottobre, era stato arrestato dopo la denuncia della donna, stanca di essere perseguitata dopo che lei aveva interrotto la relazione. Durante la relazione l’uomo le avrebbe anche prestato 15mila euro per l’acquisto di un’auto. Lei era impaurita, anche perché spesso durante i pedinamenti lui l’avrebbe fotografata e lei temeva un’escalation di azioni pericolose per la propria incolumità. Gli agenti tesero una trappola: il 60enne sapeva che, grazie Gps sotto l’auto, lei aveva il giorno di riposo lunedì e che portava il cane a passeggiare. Approfittando della penombra del tardo pomeriggio, l’aveva avvicinata. Giusto il tempo di raggiungerla e gli agenti che la seguivano lo avevano bloccato e ammanettato.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Treno di pendolari colpito dal carrello di un treno merci, quattro feriti

  • Gazzella dei carabinieri travolta da un'auto durante un controllo

  • A 17 anni scappa dalla polizia e si schianta contro il guard rail

  • Trova tre ladri in casa di notte, fa a botte e ne blocca uno. Arrestato un 31enne clandestino

  • Muore due giorni dopo l'incidente in scooter, tre paesi in lutto per "Bicio"

  • Spunta un quadro nel giardino della Ricci Oddi, è identico al Klimt

Torna su
IlPiacenza è in caricamento