Dalla Romania con reti fuori legge per depredare il Po: pescatori sorpresi a Roncarolo

Dal Polesine a Caorso per fare incetta di pesce. I "predoni del Po" o "Lipoveni" sono arrivati anche nel Piacentino. Dopo mesi di avvistamenti sono stati "pizzicati" nella notte tra il 15 e il 16 luglio a Roncarolo: reti non segnalate con quintali di pesci pronti per essere immessi sul mercato

Foto di repertorio

Dal Polesine a Caorso per fare incetta di pesce. Sono i pescatori, prima ungheresi, oggi romeni, che con regolare licenza professionale, sopratutto di notte calano le reti nel Grande Fiume, prendono tutto quello che riescono, caricano i furgoni e poi vendono il pesce all'estero, spesso nel proprio paese di origine, ma con tutta probabilità anche in Italia, e senza preoccuparsi troppo della modalità del trasporto, dell'igiene e della tracciabilità.  

La stampa veneta è piena di operazioni dei carabinieri e della polizia provinciale, impegnati costantemente a contrastare questo fenomeno in espansione: il rischio è quello di vedersi letteralemente depredare interi tratti del Po, con danni spesso irreparabili. Ora, dopo mesi di avvistamenti anche sulle sponde piacentine e lombarde, i predoni del Po, i Lipoveni, sono stati "pizzicati" per la prima volta a Roncarolo di Caorso nella notte tra il 15 e il 16 luglio. Si tratta di persone provenienti dal delta del Danubio  di origine Lipovena, principalmente dal comprensorio di Tulcea. "Questo popolo - si legge in un articolo de La Nuova Ferrara - basa la sua cultura e il suo sostentamento, principalmente sulla tradizionale attività della pesca con le reti senza minimamente preoccuparsi dell'impatto ambientale che ne deriva, al punto di avere impoverito di fauna ittica, in modo quasi irreversibile".

Schermata 2015-07-17 alle 16.39.09-2«I ragazzi della Tana di Roncarolo, un ritrovo sulle sponde del fiume, nella serata del 15 luglio ci hanno avvertito della presenza di alcune persone sospette sulla sponda lombarda, dopo aver radunato un gruppo di pescatori, appassionati e appartenenti a varie associazioni di pesca, siamo andati a controllare». Spiega Emanuele Bazzoni, guardia volontaria di Arci Pesca che insieme ai colleghi Ambra Nalbone, Michele Zaffignani e Samuele Petesi di Enal Pesca ha a cuore la fauna ittica e il Grande Fiume».

«Ci siamo divisi in gruppi e abbiamo raggiunto i "predoni" sia via fiume sia via terra sulla sponda lombarda. E' molto difficile stanarli e scoprirli: sanno il fatto loro e si insospettiscono facilmente ma dopo qualche ora siamo riusciti a fermarne tre su sette segnalati. Una volta controllati, abbiamo acquisito tutta la documentazione necessaria grazie alla quale la polizia provinciale di Lodi e Piacenza procederà d'ufficio sanzionando i pescatori. Infatti le reti che avevano calato, che coprivano circa un chilometro di fiume e praticamente stracolme di pesci che abbiamo subito liberato, non erano segnalate correttamente e non riportavano la piombatura della Provincia di residenza. Tutti romeni con regolare licenza di pesca, erano dotati di una barca molto veloce e di un furgone frigorifero troppo piccolo però per contenere tutto il pesce, circa 7 quintali, che abbiamo trovato nelle loro reti. Con tutta probabilità erano dotati di un altro mezzo che si è rapidamente allontanato al nostro arrivo».

Schermata 2015-07-17 alle 16.12.45-2La normativa che regola la pesca varia da regione a regione, spesso presenta falle e si sa che quando la legislazione non è chiara è più facile arginarla facendola, quasi sempre, franca. «Di certo c'è - continua - che il pesce pescato in Po non dovrebbe essere mangiato perché pieno di metalli pesanti, come dimostrano recenti analisi dell'Università di Bologna. Occorre al più presto mettere in campo una serie di azioni per arginare questo fenomeno ormai incontrollabile in diverse regioni d'Italia, per la salute delle persone e per quella del Po. Essendo questo il primo caso nel Piacentino la polizia provinciale si sta adoperando per fronteggiare questa situazione nel più efficace dei modi. La collaborazione con tutti gli appassionati, i pescatori, le associazioni, e le guardie volontarie Arci e Enal è lo strumento più efficace nel presidio del territorio di cui siamo in possesso. Ci auguriamo di poter aver presto gli strumenti per punire chi commette reati e che, in barba, a qualsiasi regola, depreda la fauna ittica del Grande Fiume». Conclude. Intanto, questi pescatori "pizzicati" il 15 luglio a Roncarolo sono stati avvistati sempre nella stessa zona anche nella giornata del 17 luglio, mentre la loro barca è stata notata a Caselle Landi. Si preannuncia un'altra notte di caccia sul fiume. 

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Commenti (10)

  • Ugo . Ho una signora che accudisce la mia vecchia e ha conoscenti che fanno questa pratica. Pescano principalmente i siluri ( pesciolacci immondi che hanno distrutto la fauna autoctona) li sfilettarlo e li mandano dopo una sommaria refrigerazione in Romania dove ne sono ghiotti ( forse il retaggio delle leccornie del regime Caosescu) Ergo mangiano il concentrato degli svernamenti del Lambro , noto fiume batteriologicamente puro. Nel senso che neppure i batteri riescono e viverci. 

    • Zio scusa ma il Franco si è fatto una domanda intelligente che ha girato a noi.Tirando le somme il pesce è abitante di acque lerce e la verdura il grano ecc, vieene bagnato non con Brio Blu. Ma allora i cinesi che pescano nel Fiume Giallo (di u...ne)sono dei buongustai. Hai citato il Lambro inquinato a tal punto che i Gobbi anziche dorati sono grigi,Non ho mai mangiato (almeno spero nella serietà delle Pro Loco) pesce siluro e penso che non nemangerò mai.,

      • Le preoccupazioni di molti per l'inquinamento delle falde dove si producono ortaggi è importante, ma ci sono altre fondi di allarme.Mi pare in To Day veniva segnalata che proprio sani non erano i cornetti e le briosches che consumiamo ai bar o a casa.Bene in un convegno sul diabete viene segnalato che l'olio di palma usato in abbondanza in prodotti dolciari,bibite ecc. è un distruttore di cellule sane .Le cellule Beta attaccate sono distrutte e diventa carente l'insulina-La disputa dura da tempo e coinvolge le più importanti associazioni. Altro che pesce siluro nocivo,negli alimenti per la loro conservazione vengono usati prodotti chimici non proprio sani. Controllate gli ingredienti dei vari prodotti e avrete la conferma.

  • Se l'acqua è inquinata per i pesci perché è utilizzata per irrigare le coltivazioni della Pianura Padana?

    • Shhhhhhh.... non disturbare con certe domande gli agricoltori e tutti i loro "fantastici" prodotti "made in Italy". Meglio parlare dei rumeni, che poi magari il pesce lo vendono anche alle nostre rustiche locande che ce lo servono come "pesce gatto nostrano" (siluro, appunto).

  • Andavo a pescare a Endine il pesce persico e dopo anni abbiamo scoperto che sul fondo del lago c'erano carcasse d'auto.Qui ha ragione lo Zio e anche se non sono molto addentro all'argomento non so esattamente quali pesci si pescano nel Po, ma se le acque sono inquinate perchè non si proibisce la pesca?Qui si parla di quintale di pesce.Debbono essere ben organizzati e avere chi lo compra.

  • In questi giorni sono state inasprite le pene in emilia romagna ma non sono adempimenti comunitari? Cosa aspettano le altre regioni? Intanto che le guardie passano il tempo a dare le multe a chi pesca e rilascia i siluri questi fan quel che gli pare.. ma chi li ha messi nelle condizioni di farlo? I siluri non credo proprio. Fate una bella inchiesta su come e perché sono arrivati e chi gli ha dato le licenze e agevolati in tutto.. ora vorrebbero eliminare le polizie provinciali.. bella mossa cosí al monviso e a tutti gli afluenti arriveranno dopodomani.. ma tanto é tutta colpa dei siluri..

    • Fino a che non cambia la legge, rilasciare il siluro è vietato. Fattene una ragione.

  • "il rischio è quello di vedersi letteralemente depredare interi tratti del Po, con danni spesso irreparabili" sveglia ormai dal delta a sotto lo sbarramento il danno é fatto altrimenti perché cominciano a arrivare a roncarolo? Purtoppo con il gemellaggio dei delta sono stati invitati e hanno avuto campo aperto grazie al rilascio criminoso e indiscriminato di licenze professionali.. vogliamo farli arrivare al monviso?

  • Strano, Rumeni

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