«Non vogliamo che diventi la "via Roma" di Pontedellolio»

Sit-in di protesta della Lega Nord con i residenti di via Anguillara nel comune della Val Nure. «Se non ci viene garantito un controllo, faremo i picchetti»

L'abitazione che ospiterà i profughi

Vendesi villa bifamiliare, per un totale di 1800 metri quadrati, comprensiva di cantina, soggiorno, due bagni, studio, doppio box, doppi bagni, 4 camere da letto. Questa era l’unica scritta che capeggiava al civico 47 di via Anguillara a Pontedell’Olio, luogo scelto dalla cooperativa Ippogrifo per alloggiare fra poche ore 15 profughi provenienti da Mali e Costa d’Avorio. La Lega Nord – con i suoi esponenti locali Pietro Pisani, Maurizio Parma, Stefano Cavalli e il parlamentare lodigiano Guido Guidesi – ha organizzato per lunedì 1° settembre un sit-in davanti alla casa oggetto della polemica, arrivando a coprire il cancello dell’abitazione con ben altri cartelli di protesta.

C’è sconcerto tra gli abitanti della zona. «Non vogliamo che via Anguillara – spiega subito una signora all’onorevole Guidesi - diventi la via Roma di Pontedellolio». «Le nostre case – spiega la portavoce Laura Paganini, confinante con la casa in cui alloggeranno i quindici profughi – subiranno una forte svalutazione: chi ci paga di tutto questo? I carabinieri della stazione di Pontedellolio ci hanno assicurato che effettueranno ronde continuative insieme ai colleghi di San Giorgio e Bettola, ma non riescono comunque a garantire un presidio 24 ore su 24». I residenti promuoveranno nelle prossime ore una raccolta firme da consegnare al Comune, al prefetto, ai carabinieri, al questore e al parlamento per discutere del provvedimento.

 «In tempi di crisi – spiega il segretario provinciale Pietro Pisani – tanti italiani cedono alle lusinghe e decidono di entrare in questo sistema voluto dal ministro dell’interno più incapace di sempre: Angelino Alfano. Questi profughi vivranno qua e non faranno niente tutto il giorno: probabilmente qualcuno si comporterà da “cretino”. Dobbiamo farci sentire, non riusciamo più a difendere la nostra terra, ormai siamo un territorio di conquista. Non è vero – ha continuato il suo intervento - che i sindaci non possono fare nulla. Ci sono sindaci in Veneto – su tutti Tosi a Verona – che si sono opposti: il primo cittadino, nel suo comune, è la massima autorità. È più comodo però non fare niente, i sindaci che accettano i profughi non vogliono avere problemi con il prefetto». «È innammissibile una cosa del genere – commenta l’onorevole Guidesi –  perciò sicuramente chiederò ad Alfano per quale motivo dobbiamo occuparci della sussistenza di persone che sono arrivate ieri nel nostro Paese. Questa zona, dalla prossima settimana, diventerà pericolosa: inoltre l’affitto di queste persone, e il vitto, è pagato da tutti noi. La vicenda dei profughi è un business su cui tanti italiani ci mangiano sopra. Spendiamo 10 miliardi di euro in un anno per provvedere a loro».

La decisione della prefettura di far rimanere i profughi fino al 31 dicembre a Pontedellolio, ha sconvolto la vita degli abitanti di questa zona residenziale alle pendici della collina pontolliese. «È incredibile – spiega una signora – che ci siano persone che aspettano da quindici anni una casa popolare e questi riescono ad occupare una casa subito». «Se non ci viene garantito un controllo – commentano amare altre due residenti di via Anguillara – siamo disposte a fare i picchetti tutti i giorni davanti all’abitazione». 

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