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San Nicolò, processo per la babygang dei bulli

Rinvio a giudizio per tre albanesi e un marocchino denunciati nel 2009 dai carabinieri per estorsione, minacce, rapina e percosse nei confronti di ragazzini tra i 13 e i 15 anni

IL tribunale di Piacenza

Li avvicinavano per lo più ai giardini pubblici di San Nicolò. Qualche volta, ma più raramente, li aspettavano sotto casa. Lo scopo era sempre lo stesso, da tre anni: estorcere denaro a dei ragazzini con minacce e aggressioni. Tre persone, due albanesi e un marocchino, verranno processate, a vario titolo, per estorsione, rapina, minacce e percosse, per i fatti che erano avvenuti a San Nicolò e che si erano conclusi nel 2009, quando i carabinieri denunciarono quattro persone. Per uno di loro, il giudice si è riservato di decidere: il ragazzo (oggi ha 21 anni), era già stato processato e condannato quando era minorenne, e l’avvocato ha sollevato l’eccezione che non si può venire processati due volte per lo stesso reato.L’udienza preliminare si è svolta davanti al giudice Giuseppe Bersani. Il pubblico ministero Ornella Chicca ha chiesto il processo per tutti: tre albanesi (21, 22 e 24 anni) e un marocchino di 30.

L’avvocato Sisto Salotti, per il proprio assistito, ha sollevato il principio del “ne bis in idem”, cioè il fatto che non si può essere giudicati due volte per lo stesso fatto. L’albanese, infatti, quando era ancora minorenne era già stato processato per lo stesso reato. Il giudice, in questo caso, si è riservato di decidere. Il marocchino, assistito dall’avvocato Maria Rosaria Pozzi, sarà giudicato con il rito abbreviato in settembre. Altri due albanesi, difesi da Alessandro Righi, saranno processati in dibattimento in ottobre: non hanno potuto chiedere il rito alternativo perché non hanno firmato la procura speciale all’avvocato.Le vittime sono cinque ragazzini fra i 13 e i 15 anni. Gli aguzzini, una banda di estorsori capitanata da un minorenne. A far scattare e indagini dei carabinieri della stazione di San Nicolò fu il padre di uno dei ragazzini taglieggiati che denunciò il fatto ai militari. Dalle indagini emerse che in tre anni la gang aveva estorto ai ragazzi circa 500 euro. Poco denaro alla volta, soprattutto mance che i minori ricevevano dai genitori.

Un paio di volte alla settimana, sembra, la frequenza degli appostamenti. Tutto estorto con minacce e atteggiamenti intimidatori, secondo gli inquirenti.Di solito si presentava solo il leader del gruppetto: si faceva consegnare gli spiccioli assistito dal suo braccio destro, solo da poco diventato maggiorenne. Ma se le vittime tentennavano, arrivava l'intera banda con fare minaccioso. Minacciavano di picchiare, in qualche caso minacciavano persino di morte se i ragazzini, terrorizzati, avessero raccontato qualcosa ai genitori o ai carabinieri. Ma in più di una occasione, erano volati anche pugni all'addome e al volto e calci.Vicino a Natale, poi, la banda ha compiuto anche un furto aggravato: ad una delle vittime è stato sottratto con abilità l'intero portafoglio. All'interno, cinquanta euro, forse regalo dei genitori per le festività.

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Commenti (7)

  • passano gli anni ma te li ritrovi sempre davanti, non è cambiato nulla, tali erano e tali sono rimasti

  • All'avvocato che vuole evitare il processo ad uno di questi esponenti della feccia locale, bisognerebbe infilare un carciofo dove non batte il sole... Oppure lasciarlo chiuso in una stanza con i genitori dei ragazzini vittime di questa gang

  • esempio di integrazione delle seconde generazioni. Albanesi e marocchini....sempre la stessa categoria, mai che si senta una notizia del genere da parte di un tedesco, americano, inglese...ecc.

    • Io mi preoccuperei di più per i tuoi conterranei, visti gli ultimi avvenimenti che hanno coinvolto gente piacentina...pedofilia, estorsioni, risse...cosa fai con questi? Prevedi qualche programma di integrazione nella tua società d'orata?

    • Io mi preoccuperei di più di "casa tua" visti gli ultimi avvenimenti di cronaca che hanno riguardato dei Piacentini...estorsione, pedofilia, risse, etc... Integri anche i tuoi concittadini?

      • Lei dovrebbe avere almeno la decenza del SILENZIO. La feccia, come tale va trattata e la criminalità attuale, nel Piacentino, è opera prevalente di tanti, troppi stranieri e di certe etnie in particolare. Questa è la realtà al pari dei detenuti, quasi tutti stranieri, nella Casa Circondariale delle Novate, il cui costo ricade sulla collettività tutta. I delinquenti, per di più recidivi, NON meritano alcuna attenzione, se non quella per un lavoro costante, gratuito e socialmente utile, per mantenere se stessi.

        • niente di più vero, negare queste cose sugli immigrati è ridicolo e motivato solo da stupide ideologie politiche

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