I profughi accettano i 500 euro, molti rimarranno a Piacenza

I profughi accettano i 500 euro del Governo. Carini (Pd): «Non soffiare sul fuoco, l'emergenza è finita. La Regione impegnata per concordare i percorsi di uscita»

I profughi davanti al municipio

Emergenza finita: i profughi ospitati al Ferrhotel ormai da due anni hanno accettato i 500 euro proposti dal Governo per iniziare una nuova vita. Inizialmente però gli stranieri, una settantina, volevano più soldi (2mila euro a testa al posto di 500) e infatti avevano protestato sia in prefettura sia in municipio minacciando anche di occupare la struttura che li ospita, il Ferrhotel. Finisce oggi  in tutt'Italia lo stato di emergenza che ha garantito ai profughi vitto, alloggio e assistenza per circa due anni. Quasi tutti probabilmente resteranno a Piacenza.

LA REAZIONE DI MARCO CARINI (PD) -  “Sulla vicenda dei profughi libici la Regione Emilia Romagna è impegnata a concordare i percorsi di uscita in carico ai prefetti con la collaborazione di tutti gli enti che hanno gestito l'emergenza nei mesi scorsi”. Lo afferma il consigliere regionale del Pd Marco Carini, che sul tema ha consultato l'assessore regionale Teresa Marzocchi. “Su una vicenda così delicata – afferma Carini – trovo sconsiderato soffiare sul fuoco alimentando la tensione, mentre quello che occorre è senso di responsabilità e decisioni chiare da parte del governo, per non lasciare gli enti locali, ed in particolare i comuni, soli a gestire un disagio sul quale non hanno strumenti diretti di intervento”.

“L'orientamento che mi ha comunicato l'assessore Marzocchi, reduce da un vertice a Roma, – continua – è che le persone senza specifici problemi saranno dimesse dal percorso, in considerazione del fatto che hanno avuto un accompagnamento di quasi due anni. Le persone in difficoltà, che si trovano in situazioni vulnerabili e quelle con figli, saranno accompagnate per altri sei mesi in collaborazione con gli enti locali. É inoltre prevista anche la possibilità di effettuare progetti di rimpatrio, se richiesti, in collaborazione con le organizzazioni umanitarie convenzionate con il ministero”.

“E' confermato dunque che il 28 di febbraio si chiude la fase di emergenza – conclude Carini - che le nostre istituzioni locali hanno gestito con grande umanità e un doveroso atteggiamento di accoglienza nei confronti di persone in fuga da regimi autoritari. Non dimentichiamo che quanto sta accadendo in questi giorni deriva dalle scelte originarie compiute dal governo Berlusconi, che successivamente ha lasciato gli enti locali in perfetta solitudine ad affrontare la situazione. Ancora una volta un esempio di federalismo all'incontrario, dove le decisioni e le direttive vengono imposte dall'alto, mentre in periferia non si concedono gli strumenti per risolvere i problemi”.

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