Protesta dei facchini sul tetto della Gls, denunciati i dirigenti sindacali di Usb

La notizia diramata da una nota del sindacato di base: «Azione di lotta punita con un reato spropositato». Rifondazione: accanimento giudiziale

La protesta dei lavoratori della Gls

«Nelle prime ore della mattinata del 25 maggio alcuni dirigenti sindacali, tra cui Issa Abed e Legnane Adive, delegati della logistica nella zona di Piacenza, sono stati convocati in questura e denunciati per sabotaggio industriale per essere saliti nel marzo scorso sul tetto dell’azienda Gls, per una iniziativa di protesta di lavoratori tenuti a lavorare “al nero”. Dopo la consegna dell’atto giudiziario, sono stati accompagnati presso le abitazioni che sono state perquisite». A darne notizia è una nota del sindacato di base Usb.

«Non era mai accaduto - dice il sindacato - che ad una azione di lotta, praticata da sempre nei casi più eclatanti di violazione dei diritti dei lavoratori, si rispondesse con l’attribuzione di un reato spropositato ed inappropriato come quello di “sabotaggio industriale” tipico dell’era fascista e introdotto con il Codice Rocco del 1930, proprio per affrontare il dilagare delle lotte operaie e l’occupazione delle terre. L’attivazione delle perquisizioni domiciliari, alla ricerca di non si sa bene cosa, e durante la quale sono stati sequestrati tutti gli apparecchi elettronici (computer, telefoni ecc.) e fotografati i muri delle case su cui erano appesi quadri e manifesti in lingua araba, aggiunge un tono se possibile ancora più minaccioso alla pesante provocazione messa in opera nei confronti di delegati Usb combattivi della logistica».

L’Unione Sindacale di Base ritiene che «l’accanimento in corso nei confronti dei propri delegati nell’esplosivo settore della logistica sia da mettere in stretta relazione con l’opera di continuo contrasto e denuncia messa in atto da Usb logistica nel territorio di Piacenza sulle continue violazioni dei diritti dei lavoratori e sul livello di sfruttamento a cui vengono sottoposti lavoratori che, in quanto in maggioranza migranti, sono ricattabili sia sul piano dell’occupazione che, di conseguenza, sul permesso di soggiorno. Evidentemente il più volte e da più parti invocato nuovo orientamento del diritto del lavoro affinché questo non sia “ostile alle aziende” come recentemente affermato anche dal Libro Bianco di Assolombarda, ha già fatto breccia nella magistratura di Piacenza».

Sulla vicenda interviene anche, con una nota, la segreteria provinciale di Rifondazione Comunista: «Siamo al fianco dei sindacati di base denunciando l'esagerata repressione nei confronti di una lotta legittima tesa esclusivamente a rivendicare maggiori diritti per i lavoratori del polo logistico locale; l'accanimento giudiziale ora in atto è un'evidente risposta a quanto fatto in questi anni all'interno della logistica. Evidentemente i diritti dei lavoratori sono ritenuti di poco valore dalle Istituzioni, e ancora meno valore hanno quando tali lavoratori sono principalmente migranti e quindi ricattabili sia sul piano dell'occupazione che, di conseguenza, per quanto riguarda il permesso di soggiorno. Il nuovo orientamento del diritto del lavoro, da più parti e più volte invocato, affinchè non sia “ostile alle aziende”, - come affermato anche dal Libro Bianco di Assolombarda – ha già fatto breccia nella magistratura di Piacenza e queste denunce ne sono solo la prova»

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