Tensione alla Gls, lavoratori sul tetto del magazzino salvati dai vigili del fuoco

Alcuni appartenenti del sindacato Usb hanno improvvisato una protesta contro il presunto impiego di lavoro nero. Sul posto polizia e carabinieri. Tre sono saliti sul tetto issando la bandiera del sindacato, poi sono stati salvati dai vigili del fuoco perché non riuscivano più a scendere

I vigili del fuoco alla Gls

Dopo un pomeriggio sul tetto della Gls per protestare contro l'azienda di logistica di Montale tre appartenenti di Usb sono stati salvati dai vigili del fuoco perché non riuscivano più a scendere. Tutto è iniziato verso le 14.30 dell'8 marzo quando i delegati dell'Unione Sindacale di Base si sono presentati all'hub di via Riva: «All'interno del magazzino avrebbero fatto lavorare nelle ultime 48 ore circa venti persone in nero, ma non assumono i ventotto africani che sono stati impiegati nel magazzino senza contratto». Sulla situazione denunciata dal sindacato Usb, sfociata nel maxi blitz delle forze dell'ordine qualche settimana fa, la Procura sta indagando. Nel frattempo per questi ventotto l'udienza davanti al giudice del Lavoro per il loro reintegro è stata rinviata a maggio, ma nel intanto, sostiene il sindacato, «li hanno sostituiti con questi altri venti». «Per questo motivo - dicono - e per la mancata collaborazione, secondo il sindacato, della Gls  nella vertenza in atto, abbiamo deciso di salire sul tetto e all'interno dello stabilimento». Prima dell'arrivo delle forze dell'ordine pare che sia volato qualche spintone, anche perché i venti sarebbero, se non iscritti, almeno simpatizzanti del Si Cobas. Sul posto sono arrivati i carabinieri del Radiomobile e quelli del Nucleo Informativo, le volanti della polizia e la Digos, insieme alla Guardia di Finanza. Dopo ore di mediazione i ventotto africani, insieme ai delegati Usb hanno deciso di accettare la proposta di incontrare il prefetto nel tardo pomeriggio, tuttavia tre non sono riusciti a scendere dal tetto, pertanto si è reso necessario l'intervento dei vigili del fuoco. Con l'autoscala li hanno raggiunti e portati a terra. «Non vogliamo che vengano mandati a casa questi nuovi venti operai - dichiarano i sindacalisti - chiediamo che i nostri lavoratori vengano reintegrati. C'è lavoro per tutti ma qui dentro c'è la mafia».

LA NOTA UFFICIALE DI USB - "Ancora irregolarità e discriminazioni in Gls, i lavoratori che hanno denunciato la pratica di assunzione in nero nell'hub di Montale costretti a forme di lotta estrema come l'occupazione del tetto del magazzino. Infatti in barba alla dichiarazione di esubero che viene subdolamente utilizzata per non stabilizzarli, la cooperativa che gestisce i servizi ha chiamato altri facchini dimostrando che in realtà il lavoro c'è al pari della lucida volontà di penalizzare chi ha avuto il coraggio di denunciare l'illegalità imperante. Con un comunicato Gls tenta in modo maldestro di chiamarsi fuori dalla grave vicenda di ricorso al lavoro nero dentro il proprio hub sostenendo di non avere alcun rapporto con i lavoratori addetti allo stabilimento avendo “affidato ad una società terza (…) i rapporti di lavoro con i propri dipendenti”. Infatti è vero che la cooperativa è il soggetto che ha assunto con modalità illecite i lavoratori in questione, ma rimane comunque la responsabilità in capo al committente come regolamentato dalle vigenti normative; ciò significa pertanto che GLS non solo deve preoccuparsi di garantire in solido con la cooperativa appaltatrice tutti gli istituti economici, previdenziali e assicurativi, ma anche tutti i rapporti di lavoro in essere nel magazzino. Nessuna strumentalizzazione da parte di USB su quanto accaduto e tanto meno sui numeri dei lavoratori oggetto della denuncia; la domanda che poniamo alla GLS è però se esista l'intenzione di risolvere il problema o meno. L'unico modo che ha Gls per prendere le distanze da quanto successo é la stabilizzazione di tutti i lavoratori che sono stati sfruttati con il lavoro nero e svolgere una seria azione di controllo sugli appaltatori di servizi". Scrivono in una nota ufficiale Riadh Zaghdane (Lavoro Privato Settore logistica Riadh) e Roberto Montanari (Federazione di Piacenza). 

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