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Cassiera ostaggio dei banditi per 20 minuti, fallisce il colpo a Castello.

Due rapinatori hanno preso d'assalto la Banca popolare di Sondrio in via Matteotti a Castelsangiovanni. In attesa che si aprissero le casse a tempo hanno tenuto una dipendete con il taglierino alla gola. Poi hanno rinunciato

I carabinieri davanti alla banca rapinata a Castelsangiovanni

Mentre a Piacenza la polizia dava la caccia ai banditi che hanno svaligiato la Banca agricola Mantovana intorno alle 12,30, a Castelsangiovanni in  via Matteotti, poco prima delle 15, altri due rapinatori hanno preso d'assalto un altro istituto di credito: la Banca popolare di Sondrio. I due malviventi, sulle cui tracce ci sono ora i carabinieri del Nucleo investigativo di Piacenza, hanno usato particolare violenza per dimostrare di essere determinati, tenendo una cassiera in ostaggio con il taglierino puntato alla gola. Alla fine però sono dovuti scappare a mani vuote perché il denaro era bloccato all'interno delle casse con il dispositivo ad apertura ritardata.

I due rapinatori sono entrati in banca, come normali clienti, ma una volta all'interno uno ha estratto un taglierino e, afferrando una dipendente, le ha spinto la lama al collo con decisione per mostrare a tutti i presenti la propria determinazione. I due indossavano un cappuccio e occhiali da sole per nascondere il volto.

Le casse della banca sono però dotate di un sistema temporizzato che si apre solo a una certa ora. Nei piani dei banditi c'era sicuramente di attendere l'apertura dei cassetti con i contanti, ma poi qualcosa è andato storto e, dopo una ventina di minuti, hanno deciso di rinunciare al colpo e di fuggire. Quando è stato chiamato il 112, sul posto sono arrivate le pattuglie della stazione di Castelsangiovanni, del Radiomobile di Piacenza e i colleghi del Nucleo investigativo per le indagini.

Secondo i carabinieri questa rapina non sarebbe collegata al colpo di due ore prima alla Banca agricola mantovana di via Quattro Novembre. 

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