«Ricerca persone scomparse, il Soccorso alpino non può coordinare i Vigili del fuoco»

Conapo (sindacato vigili del fuoco): «Il consiglio di Stato stoppa conflitti sui soccorsi». Il segretario Brizzi: «Una decisione che fa chiarezza e velocizza salvataggi»

Repertorio

«Con la sentenza n. 1737 del 10 aprile 2014, in accoglimento dell’appello presentato dal Dipartimento dei Vigili del Fuoco e dalla Prefettura di Piacenza, sostenuto 'ad adiuvandum' in maniera decisiva dal sindacato dei vigili del fuoco Conapo e dai capo squadra dei vigili del fuoco, Roberto Travaini e Massimo Marenghi del comando provinciale di Piacenza, il Consiglio di Stato ha annullato la sentenza del Tar Emilia Romagna – sez. Parma n. 116 del 2012 che disponeva l’annullamento del Piano Provinciale per la ricerca di persone scomparse redatto dalla Prefettura di Piacenza nella parte in cui non riconosceva ai volontari del Soccorso Alpino Emilia Romagna il potere di coordinamento dei soccorsi in ambienti montani ed impervi, in caso di presenza di altri enti o organizzazioni, deducendo che il coordinamento spetta a tale organizzazione di volontariato anche in presenza di Amministrazioni pubbliche, ed in particolare del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco. Il Consiglio di Stato ha quindi detto la parola “fine” a questo conflitto di competenze chiarendo definitivamente che i vigili del fuoco non possono essere coordinati dai volontari del Soccorso Alpino, ritenendo quindi pienamente legittimo il piano redatto dalla Prefettura di Piacenza».

È quanto si legge in una nota del Conapo, il sindacato autonomo dei vigili del fuoco da tempo impegnato nel chiarimento della problematica. «In particolare - prosegue la nota - le decisioni dei giudici di Palazzo Spada hanno posto a fondamento della sentenza la circostanza, rimarcata in giudizio dai legali del Conapo, che “le disposizioni di cui agli articoli 1, comma 2, della legge n. 74 del 2001 e 80, comma 39, della legge n. 289 del 2002 in tema di coordinamento dei soccorsi, non menzionando le amministrazioni pubbliche nell'ambito di coordinamento del Corpo nazionale di soccorso alpino, appaiono suscettibili di essere interpretate in modo compatibile con la disciplina legislativa concernente i compiti istituzionali spettanti al Corpo nazionale dei vigili del fuoco e quelli ad esso assegnati in tema di protezione civile”».

«Così disponendo - sottolinea ancora il sindacato dei vigili del fuoco - il Consiglio di Stato ha quindi ribaltato quanto era stato affermato dai giudici di primo grado».

«Ci auguriamo di non dover più assistere a diatribe sulla organizzazione dei soccorsi e dei salvataggi, non è certo di questo che i cittadini hanno bisogno -spiega Antonio Brizzi, segretario generale Conapo-anche se dobbiamo dire che questi problemi  scaturiscono dalla mancata presa di responsabilità dei nostri politici. È comunque evidente che gli effetti del pronunciamento del Consiglio di Stato non si limitano alla sola species della ricerca di persone disperse, ma si estendono ad ogni tipologia di soccorso in ambiente impervio, essendo proprio le caratteristiche dell'ambiente l'oggetto della decisione promulgata dal Consiglio di Stato».

«Ciò non intacca la stima che abbiamo nei confronti dei preziosi volontari del soccorso alpino cui – chiarisce Eros Dini, rappresentante Conapo Emilia Romagna - riconosciamo indiscussa competenza tecnica nel settore e vero spirito del volontariato, ma non possiamo tollerare che qualcuno al loro interno agisca per sostituirsi allo Stato o che vi siano perdite di tempo e incomprensioni nei momenti di emergenza e soccorso».

«Accogliamo quindi con soddisfazione la sentenza del Consiglio di Stato relativa al coordinamento dei soccorsi a Piacenza, con la ferma convinzione che senza l'intervento decisivo del Conapo l'esito sarebbe potuto essere differente, visto che la diatriba si trascinava ormai da circa 10 anni», commenta Roberto Angelelli del Conapo di Piacenza.

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