«Ritrovo di pregiudicati e negligenza del gestore», bar Dolce Vita chiuso sessanta giorni

Il questore Pietro Ostuni ha deciso di chiudere il bar Dolce Vita di via Alberoni per sessanta giorni applicando l'articolo 100 del Tulps (testo unico delle leggi di pubblica sicurezza): «Negligenza del gestore e ritrovo di spacciatori»

I poliziotti davanti al Dolce Vita la mattina del 24 maggio

Non si è fatta attendere la risposta della polizia e dopo l'arresto di svariati spacciatori negli ultimi giorni, il questore Pietro Ostuni ha deciso di chiudere il bar Dolce Vita di via Alberoni per sessanta giorni applicando l'articolo 100 del Tulps (testo unico delle leggi di pubblica sicurezza), con questo ultimo provvedimento negli ultimi mesi la polizia ha sospeso l'apertura di quasi 20 locali. Si tratta di un'ulteriore stretta che arriva dagli uffici di viale Malta che monitorano la zona del Quartiere Roma con servizi quotidiani anche predisposti ad hoc. Nel dehors del bar di via Alberoni (già chiuso nel 2015 per sette giorni) il 15 maggio era seduto un nigeriano già espulso (non aveva mai ottemperato all'ordine di espulsione diventando così irregolare) con svariati precedenti per spaccio, rissa e resistenza pubblico ufficiale. Alla vista dei poliziotti delle volanti aveva ingoiato della droga, negli slip ne aveva due etti. Per questo e per svariati interventi delle volanti e delle altre forze dell'ordine il questore ha disposto la chiusura che decorre dal 24 maggio quando gli agenti hanno notificato al titolare cinese il provvedimento.  Solo nel 2019 sono stati nove i controlli effettuati nel locale, svariati gli interventi delle volanti, pertanto «si è riscontrata una grave negligenza e mancanza di interesse nella corretta gestione imprenditoriale dell'attività commerciale consentendo pertando il verificarsi di fatti gravissimi. Non solo, nei mesi è stata dimostrata la presenza costante di pregiudicati, spacciatori e stranieri irregolari. Il titolare non ha mai chiamato di sua iniziativa il 113 per denunciare quanto avveniva nel bar o nei pressi e questo lo rende conseguentemente negligente e punibile», fanno sapere dalla questura. L'articolo 100 del Tulps dispone che la misura di pubblica sicurezza della sospensione della licenza può intervenire in caso di “tumulti o gravi disordini”, oppure “qualora il locale sia abituale ritrovo di persone pregiudicate o pericolose” o, comunque, se il comportamento costituisca “un pericolo per l’ordine pubblico, per la moralità pubblica e il buon costume o per la sicurezza dei cittadini”. 

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