Riunione comitato distretto di Levante, i sindacati: «Scelte non coerenti e immotivate»

Il 4 Novembre si è svolta la riunione del Comitato di distretto di Levante. Argomento principale era la discussione di quale forma pubblica adottare per andare a gestire i servizi sociali e socio-sanitari-assistenziali

Immagine di repertorio

Il 4 Novembre si è svolta la riunione del Comitato di distretto di Levante. Argomento principale era la discussione di quale forma pubblica adottare per andare a gestire i servizi sociali e socio-sanitari-assistenziali. Ad incontro avvenuto Cgil-Cisl-Uil territoriali confederali, di categoria e dei pensionati, comunicano che le scelte risultano essere:

- non coerenti con le disposizioni ordinamentali e di riordino previste dalla normativa regionale, in quanto  la volontà di voler gestire i servizi a livello di ognuna delle 5 Unioni dei Comuni presenti nel Distretto di Levante non supera, ma anzi peggiora, la situazione in essere in termini di frazionamento nella gestione e nell'erogazione dei servizi

- immotivate, in quanto non sono state spiegate in nessuna sede le ragioni di opportunità e di economicità, comprovate da specifiche valutazioni economiche, come previsto all'articolo 6 delle legge Regionale 12 del 26/7/2013, nel caso in cui la gestione dei servizi sia assunta in via diretta dalle Unioni dei Comuni;

- non eque in quanto è a rischio l'equità di accesso ai servizi sul territorio. Se ogni Unione gestisce autonomamente i servizi diventa un esercizio piuttosto complicato riuscire a gestire criteri di accesso, livelli, qualità dei servizi e sistemi tariffari omogenei per tutto il territorio distrettuale

- di difficile attuazione per quanto riguarda la gestione degli operatori addetti ai servizi, in quanto le Unioni dei Comuni sono soggette ai vincoli ed alle limitazioni nell'assunzione del personale previste dalle normative vigenti per le Amministrazioni pubbliche. Al contrario il modello di gestione pubblico aziendale a livello distrettuale non è soggetto alle suddette limitazioni ma solo ai vincoli di bilancio. La conseguenza della realizzazione di tale modello gestionale porterà inevitabilmente ad una quasi completa esternalizzazione dei servizi

- rinunciatarie, in quanto si preferisce strutturare la propria decisione su una questione puramente limitata e campanilistica, decidendo di rinunciare a meccanismi di incentivazione economica che la Regione prevede in favore degli ambiti distrettuali ove sia costituita un'unica forma pubblica di gestione dei servizi socio-sanitari-assistenziali fondamentali per i cittadini in questo caso del Distretto di Levante, che ricordiamo riguarda tutti i 24 Comuni ubicati in Valdarda, Valnure, Valdongina

Le Oo.Ss  ritengono che ci sia un eccessivo frazionamento, 5 unioni in un distretto di poco piu di centomila abitanti con problematicità simili non può esser d'aiuto all'efficientamento dei servizi e nel poter dare risposte puntuali ai cittadini, (ricordiamo che nelle altre province il piu delle volte il Distretto coincide con l'Unione, facilitando la gestione delle risorse e delle decisioni). Le Unioni, così strutturate, sono nient'altro che sovrapposizioni dei Comuni, in funzioni e in costi. In questo modo, viene meno la funzione distrettuale, che, a nostro avviso, dovrebbe tornare ad essere la sede delle decisioni, in termini di programmazione, organizzazione, controllo, gestione dei servizi ai cittadini.

La scelta di gestire con le Unioni i servizi in questione rappresenta una soluzione non condivisibile, mentre si auspica la costituzione di un azienda pubblica, gestita con criteri di efficacia ed efficienza, che possa erogare i servizi a livello distrettuale, anche per dare risposta ai tanti lavoratori che operano in questi servizi in condizioni di precarietà.

Per questo le organizzazioni sindacali chiedono un ripensamento che permetta di individuare un modello di gestione  condivisa a livello distrettuale. A tale riguardo la proroga di alcuni mesi chiesta all'Ausl, per quanto riguarda la gestione dei servizi Minori e Disabili sinora ad essa delegati da diversi Comuni, potrebbe essere utile anche per aprire un confronto vero con le forze sociali.

E' tuttavia necessario che la Regione valuti con estrema attenzione questo programma di riordino per le motivazioni sopraesposte.

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