Scopre che la fidanzata lo tradisce e la minaccia: «Torna con me o lo dico a tutti»

Divieti di avvicinamento per l'ex fidanzato geloso e il marito violento: due casi in pochi giorni a Piacenza. La polizia: oggi abbiamo gli strumenti per tutelare le vittime

La questura di Piacenza si è occupata, in questo primo periodo dell'anno, di altri due casi di stalking e maltrattamenti in famiglia. Vittime, come sempre, le donne. In un caso è stato denunciato un uomo che è arrivato a violare completamente la privacy della ex fidanzata dopo la fine della loro storia. L'altra vicenda riguarda invece un marito violento e il coraggio della donna di denunciarlo dopo quasi vent'anni di matrimonio e tre figli. Il primo caso riguarda un professionista piacentino 50enne che ha scoperto i tradimenti della donna con la quale era fidanzato da una decina d'anni. Davanti alla fine della loro relazione, però, non si dà per vinto. Anzi, come riferisce la dirigente della Squadra mobile di Piacenza, Serena Pieri, l'uomo riesce a rubare l'identità digitale della ragazza, accede alle sue chat private e alle foto del telefonino, poi la minaccia di divulgare tutto ad amici e famiglia: «Se non torni con me - avrebbe detto - faccio vedere queste cose a tutti». Un'ingerenza nella vita privata che ha costretto la vittima a lasciare il lavoro che aveva, a Piacenza, per la paura e l'imbarazzo, visto che aveva avuto una relazione anche con un collega di lavoro. Tutto ciò è però finito anche in un fascicolo in procura e l'uomo, oltre a dover ora rispondere di atti persecutori, è stato anche colpito da un divieto di avvicinamento: «Dovrà rimanere a una distanza di almeno 500 metri - spiega la dirigente della Mobile - e non potrà avere alcun contatto né con lei né con la sua famiglia».

La polizia, parallelamente, si è occupata anche di un caso grave di maltrattamenti in famiglia: un marito violento e una moglie che, dopo quasi vent'anni di matrimonio e tre figli, ha trovato la forza di ribellarsi. Entrambi piacentini, lui è attualmente imputato in un processo per maltrattamenti, dopo essere arrivato, stando alle accuse, a mettere le mani addosso alla donna in più occasioni, anche per strada e nonostante fosse incinta. Chi è vicino alla famiglia ha testimoniato in aula che la vittima è ancora sotto pressione e ha paura di quell'uomo. Tanto è bastato per convincere il giudice a emettere anche nei suoi confronti il divieto di avvicinamento che è stato notificato di recente dalla polizia. «Oggi - conclude Serena Pieri - ci sono strumenti cautelari efficaci di prevenzione per proteggere le donne vittime di maltrattamenti e atti persecutori».

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