«Siamo uomini veri». E le risse in piazza finiscono sul web: indagati anche tre giovani piacentini

Tutti tra i 15 e i 18 anni facevano parte di una baby gang protagonista di episodi di «violenza al solo scopo di sfuggire dalla noia». I carabinieri ne hanno arrestati sette e denunciati diciotto

Nelle foto alcuni episodi dei quali si sono resi protagonisti i giovanissimi

Giovanissimi, talvolta anche minorenni, non si tiravano indietro davanti a risse, rapine ed estorsioni nei confronti dei loro coetanei. E se ne vantavano sui social dove si definivano «uomini veri» e dove riprendevano e pubblicavano scene di episodi di malavita ai quali prendevano parte. Foto e video indirizzate soprattutto a deridere le vittime. I carabinieri della Compagnia di Cremona ne hanno arrestati sette, altri diciotto stati denunciati per danneggiamento, vandalismo, spaccio e, nuovamente, risse. Venticinque in tutto, di età variegata tra i 15 e i 18 anni, sono finiti nel mirino delle indagini: tra questi anche tre piacentini di Castelvetro. L’indagine è stata coordinata dai pm  Emma Avezzù e Lara Ghirardi della Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Brescia, e dalla Procura della Repubblica di Cremona con il Pm Vitina Pinto.

«Un'esplosione di violenza gratuita»

I carabinieri parlano di «violenza al solo scopo di divertirsi, forse di sfuggire dalla noia», messa in atto a Cremona e nei paesi limitrofi da «una baby gang composta da veri e propri “bulli social”, una trentina di giovani, di età compresa tra i 15 e i 18 anni, ha imperversato per mesi, prendendo di mira giovanissimi e scatenando decine di episodi di violenza». Operavano sempre nello stesso modo: «La provocazione verbale di uno della banda nei confronti della vittima designata, con una reazione da parte di quest’ultima, anche solo verbale e quindi scatta la vendetta, un attacco di gruppo a suon di pugni». Un vero e proprio «branco» - lo definiscono ancora i militari dell’Arma – scoperto grazie alle segnalazioni di insegnanti e genitori dei ragazzi e che metteva in atto «comportamenti sempre più cruenti tanto da richiamare l’efferatezza delle gang latine, sempre più distruttivi verso l’altro».

Arresti e denunce

Per la gravità dei reati di cui sono indiziati, tra cui rapina e tentata estorsione, sono state arrestate sette persone (tre ai domiciliari). Altre diciotto denunce sono state spiccate nei confronti di altrettanti giovani per altri reati in concorso di atti persecutori, spaccio di sostanze stupefacenti, danneggiamento e risse.

«Si vantavano sul web»

Il tutto, risse in particolare, veniva pubblicato in rete su un social network in una pagina creata appositamente e denominata “Cremona.dissing”, (tradotto vuol dire insultare, sparlare, discriminare cremonese o anche “dissenso cremonese”). «Un palcoscenico virtuale che in qualche modo voleva essere una sfida aperta alle autorità; e sul quale venivano pubblicate vignette ritraenti le piazze di Cremona trasformate in ring per incontri di boxe». La chat virtuale è stata utilizzata per pubblicare vignette di scherno verso persone di altri comuni della zona, tra i quali anche Castelvetro, facendo riferimento a scontri avvenuti con persone residenti in questi centri.

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