Ddl della "buona scuola", sindacati uniti per la protesta del 5 maggio

Tutte le sigle sindacali scolastiche si sono unite sotto il grido "L'unione fa la scuola" e scenderanno in piazza insieme dopo tanto tempo. La manifestazione si terrà il 5 maggio e coinvolgerà anche gli istituti scolastici del nostro territorio

I rappresentanti delle sigle sindacali che partecipano alla mobilitazione

Tutte le sigle sindacali scolastiche si sono unite sotto il grido “L’unione fa la scuola” e scenderanno in piazza insieme dopo tanto tempo. La manifestazione si terrà il 5 maggio e coinvolgerà anche gli istituti scolastici del nostro territorio. È previsto un incontro in preparazione dello sciopero di martedì: lunedì sera, alle 20.30 in piazza Cavalli ci sarà un flash mob per la scuola. I sindacati rivolgono un consiglio a chi verrà stasera in piazza: «Venite vestiti di nero con un lumino per rappresentare che la scuola è in lutto ma che c'è ancora speranza». 

«Martedì 5 maggio - interviene Manuela Calza, della Flc Cgil - ci sarà uno sciopero generale di tutto il comparto scuola. Sono già stati organizzati tre pullman che partiranno dal piazzale dello stadio e arriveranno a Milano per la manifestazione: per chi volesse partecipare ci sono ancora posti disponibili. Per aderire bisogna chiamare gli uffici dei sindacati (0523 459731 Cgil - 0523 711968 Cisl). Quello che sta succedendo nel mondo della scuola è un attacco che chiude il cerchio degli avvenimenti degli anni precedenti: i tagli delle risorse ma anche la messa in discussione della stessa idea di scuola come istituzione. Protestiamo contro il decreto di legge proposto dal governo Renzi, la cosiddetta "buona scuola", e contro ciò che porterebbe con sè: contro il nuovo ruolo del dirigente scolastico che diventerebbe padrone della scuola e di conseguenza contro la perdita della libertà di insegnamento. Secondo il ddl sarà il dirigente ad assumere gli insegnati ma anche a stabilire la loro retribuzione. Nel testo della legge risulta chiara anche la negazione delle pari opportunità: ci saranno scuole di serie A e di serie B, scuole per ricchi e scuole per poveri in quanto si proverà a seguire la via della privatizzazione della scuola pubblica. Ma i difetti di questo decreto non si fermano qui: viene anche dimenticato il personale Ata. Per queste e per altre ragioni tutte le sigle sindacali si riuniscono dopo 7 anni: vogliamo cambiare le cose. Ma ricordiamo che i sindacati non sono soltanto quelli che protestano: abbiamo presentato anche diverse proposte per cercare di portare avanti la nostra idea di scuola».

«Lo sciopero - continua Calza - durerà per l'intera giornata: molte scuole saranno chiuse. Le manifestazioni saranno 7 in tutta Italia. Oltre al personale scolastico parteciperanno studenti, associazioni professionali, sindacati confederali, docenti universitari, dirigenti scolastici. L'appuntamento per i piacentini è per martedì 5 maggio alle 7.30 al piazzale dello stadio». 

Alla presentazione dell'iniziativa sono intervenute anche le altre sigle sindacali che hanno deciso di partecipare alla mobilitazione: Flc Cgil, Cisl Scuola, Uilscuola, Snals e Gilda.

«Le motivazioni della protesta - afferma Marta Cella di Gilada insegnati - sono per esempio la lesione dei diritti della costituzione (dell'articolo 33 e del 97). Con questo decreto di legge non si protegge la funzione della scuola della costruzione del capitale umano. La riforma mina le istanze democratiche degli istituti scolastici. E ai genitori vorrei dire: lo sciopero è una battaglia di civiltà nell’interesse dei nostri figli».

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