Spaccio alla fermata del bus e nei cantieri: nove arresti e 16 indagati

I carabinieri del Norm di Bobbio e quelli della stazione di San Giorgio hanno sgominato nel corso di lunghe e complesse indagini un sodalizio criminale dedito allo spaccio nel quale si era innestato anche un giro di patenti false vendute ad alcuni nordafricani

Immagine di repertorio

I carabinieri del Norm di Bobbio e quelli della stazione di San Giorgio hanno sgominato nel corso di lunghe e complesse indagini dall’aprile 2017 al novembre 2018 e coordinate dal sostituto procuratore Matteo Centini, un sodalizio criminale dedito allo spaccio nel quale si era innestato anche un giro di patenti false vendute ad alcuni nordafricani. Le indagini hanno preso il via dalle dichiarazioni di un assuntore il quale aveva dichiarato di rifornirsi di cocaina nei pressi della fermata del bus di viale Patrioti in città. Le varie attività hanno portato nei mesi al sequestro di più di un etto di cocaina e di un chilo e mezzo di hascisc, a nove ordinanze di custodia cautelare in carcere (eseguite a Piacenza, Pesaro, Napoli e Parma) e 16 indagati per spaccio di sostanze stupefacenti, falso commesso da privato e tentata estorsione in concorso. 

Il sodalizio composto da alcuni campani, un piacentino, un siciliano, e due nordafricani (un egiziano e un marocchino nei guai per la tentata estorsione) si occupava di vendere droga (hascisc e cocaina) da grossisti sia di rifornire piccoli spacciatori. Gli scambi avvenivano per lo più in viale Patrioti e sulla rotonda di Barriera Roma dove due pusher abitavano e davano appuntamento ai vari clienti che spesso arrivano in autobus, ma anche in auto. I campani, oltre a vendere agli spacciatori su strada, spacciavano a loro volta all'interno di cantieri in quanto erano titolari di alcune imprese e i clienti stessi erano i loro operai. Un gruppo organizzato e strutturato gerarchicamente che movimentava ingenti quantità di stupefacenti. 

Le mirate attività intraprese nei confronti degli indagati hanno consentito di accertare che gli stessi fossero attivi anche nel settore della contraffazione di documenti, in particolare infatti si procacciavano patenti di guida falsificate, che venivano successivamente cedute a cittadini di origine nordafricana. Nell’ambito della medesima attività d’indagine veniva appurato che alcuni di loro avevano per alcuni mesi gravemente e reiteratamente minacciato i familiari di un loro co-indagato, nei confronti del quale sostenevano di vantare un credito, nel tentativo di farsi consegnare ingenti somme di denaro, che arrivavano fino a 100mila euro, per presunti lavori effettuati e non pagati nonché per il prezzo pagato per ottenere appunto documenti contraffatti. Sull'estorsione hanno indagato i carabinieri di San Giorgio.

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