Stalking, picchia la moglie e la molesta: marocchino processato

Tribunale: "Se non torni con me porto il bambino in Marocco". La ex moglie con coraggio lo aveva denunciato dopo un'aggressione. L'uomo ora è in carcere perché accusato di aver violentato un trans

Ha negato di aver molestato e picchiato la moglie. Il giorno dopo la Festa della donna arriva in tribunale l'ennesimo processo nei confronti di un uomo accusato di stalking nei confronti della ex moglie. Oggi, 9 marzo, dopo l'interrogatorio dell'uomo, il giudice per l'udienza preliminare Giuseppe Bersani, pm Antonio Colonna, ha rinviato il processo per discuterlo con il rito abbreviato.

Un marocchino di 36 anni, difeso dall'avvocato Tania Lupi, deve rispondere di stalking (atti persecutori) e lesioni nei confronti della ex moglie, una connazionale di 33. La vicenda è avvenuta in città nel 2012. I due si stavano separando e l'uomo non accettava la fine della relazione. E così ha messo in atto il comportamento tipico del molestatore: pedinamento della ex, sms e telefonate in cui diceva alla donna che avrebbe portato in Marocco il loro figlio di due anni. Spaventata, la 33enne aveva sopportato. Ma quando l'uomo l'aveva aggredita in casa, prendendola per il collo e sbattendola a terra, con coraggio aveva reagito. La polizia municipale era intervenuta e aveva segnalato il fatto, poi la donna aveva denunciato l'ex marito e, con l'avvocato Mara Tutone, si era anche costituita parte civile.

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Pochi giorni dopo sull'uomo era caduta un'altra tegola: era stato arrestato per aver aggredito e violentato un transessuale. Per questo motivo, il marocchino si trova ancora in carcere. L'uomo aveva anche chiesto alla ex moglie di ospitarlo in casa, per poter ottenere gli arresti domiciliari, ma lei si era rifiutata.

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