Stop alle targhe straniere nel Decreto Sicurezza, nel Piacentino già 15 casi

Nel nostro territorio i modelli di auto sono svariati: si va dall'auto di lusso alla berlina, mentre le targhe sono prettamente romene e bulgare, nelle metropoli si trovano anche mezzi con targhe svizzere, San Marino, Usa. «Questa novità permette di non vanificare il lavoro svolto dagli agenti» ha commentato il comandante della Polstrada

Il Decreto Sicurezza è entrato in vigore il 4 dicembre. Al suo interno ci sono diverse novità che riguardano la circolazione stradale, una di queste è il giro di vite sui veicoli con targa straniera. Nel Piacentino la polizia stradale guidata da Angelo Di Legge ha applicato la nuova legge almeno in quindici casi tutti conclusi con il pagamento immediato in contanti come previsto. Nel nostro territorio i modelli di auto sono svariati si va dall'auto di lusso alla berlina, mentre le targhe sono prettamente romene e bulgare, mentre nelle metropoli si trovano anche auto extralusso con targhe svizzere, San Marino, Usa. «Questa novità permette di non vanificare il lavoro svolto dagli agenti che si trovavano a notificare sanzioni che non sarebbero mai state pagate o addirittura non sarebbero mai arrivate ai trasgressori, anche una semplice multa per passaggio non consentito in Ztl. Non solo, l'obbligo del pagamento immediato e in contanti permette di recuperare migliaia di euro e rende giustizia ai tanti automobilisti che quando sbagliano pagano e si è abbassata drasticamente l'impunità. Valuto positivamente quindi questi nuovi strumenti». Ha commentato Angelo Di Legge alla guida del comando di via Castello esattamente da un anno.  Chi risiede in Italia da oltre sessanta giorni non potrà circolare con un veicolo targato all'estero. Sono esclusi i veicoli in leasing o a noleggio senza conducente acquisiti da operatori di un altro Stato della Unione Europea o dello Spazio economico europeo che non abbiano sedi secondarie o effettive in Italia e quelli concessi in comodato a persone residenti in Italia legate da un rapporto di lavoro con un’impresa di un altro stato Ue o See che non abbia stabilito una sede in Italia. Tutto questo a condizione, però, di tenere a bordo del veicolo "un documento sottoscritto dall’intestatario e recante data certa dal quale risultino il titolo e la durata della disponibilità del veicolo". La circolazione con un veicolo immatricolato all’estero oltre il 60esimo giorno dall’acquisizione della residenza in Italia comporta una multa da 712 euro e l’immediata cessazione dalla circolazione del veicolo. Non solo. Nel caso in cui entro i successivi 180 giorni il veicolo non sia immatricolato in Italia o non sia tornato all’estero con foglio di via, è prevista la confisca. Nel caso in cui il veicolo sia a noleggio o in comodato, ma sprovvisto del relativo documento, la sanzione è di 250 euro con fermo amministrativo e obbligo di esibizione del documento entro 30 giorni. In caso di violazione di questa disposizione è prevista l’ulteriore multa di 712 euro. Per quanto riguarda, invece, i veicoli immatricolati all’estero che hanno adempiuto alle formalità doganali per l’ingresso in Italia (per questi, la legge ammette la circolazione sul territorio nazionale per un anno), la circolazione oltre la scadenza del 12esimo mese prevede una multa di 712 euro e la cessazione dalla circolazione del veicolo. Se entro centottanta giorni dalla data di accertamento il veicolo non è immatricolato in Italia o non è richiesto il rilascio di un foglio di via per condurlo oltre frontiera, scatta la confisca. Si legge su Quattro Ruote. Non solo, chi risiede in Italia e ha la disponibilità del veicolo, sarà obbligato a pagare.

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