Vuole soldi per la droga e terrorizza la madre con una mannaia: «Devi morire di crepacuore»

I carabinieri del Nucleo Radiomobile, dopo la denuncia della mamma adottiva hanno arrestato un 30enne piacentino tossicodipendente e con precedenti. Ora si trova alle Novate con l'accusa di maltrattamenti in famiglia e minacce. La donna ha raccontato le settimane di violenza

Immagine di repertorio

L'ha picchiata per settimane, le ha distrutto la casa, minacciato il figlio: voleva soldi per comprarsi la droga, ne voleva sempre di più e sempre più spesso con l'intento dichiarato di farla morire di crepacuore. I carabinieri del Nucleo Radiomobile, dopo la denuncia della mamma adottiva hanno arrestato un 30enne piacentino tossicodipendente e con precedenti. Ora si trova alle Novate con l'accusa di maltrattamenti in famiglia e minacce su disposizione del pm Ornella Chicca. Nella giornata del 12 febbraio si svolgerà in carcere l'interrogatorio di garanzia. La donna, una 68enne pensionata e vedova ha subito, insieme al figlio naturale 44enne, le angherie di quello adottivo che da qualche tempo aveva iniziato ad assumere cocaina. Di lì le violenze e le minacce fino a sabato scorso: l'uomo per l'ennesima volta, sotto l'effetto della coca, ha scatenato la sua furia contro madre e figlio e gli arredi della casa. Se fino a quel momento la 68enne aveva cercato di far fronte alle pesanti richieste di denaro per tenerlo calmo, questa volta ha trovato il coraggio di chiamare il 112. I carabinieri del Radiombile hanno raggiunto l'abitazione nella zona di via Colombo in una manciata di secondi. Lì hanno trovato il 44enne e la 68enne in lacrime e spaventati, mentre il 30enne nonostante la presenza dei militari e davanti a loro ha continuato ad avanzare richieste di denaro minacciandoli. E' stato bloccato e portato in caserma. La donna ha raccontato le settimane di violenza subita, il 30enne che ha adottato da neonato, per farsi consegnare i soldi per comprare la droga li terrorizzava brandendo coltelli mentre con una mannaia distruggeva i mobili, e poi le botte e umiliazioni. Ogni due o tre giorni, fanno sapere dall'Arma, scatenava la sua furia. Più volte, ha spiegato la donna, l'uomo le ha detto che il suo intento era quello di farla morire di crepacuore.

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