«Ti carico i soldi sul bancomat», ma è impossibile: truffati almeno venti piacentini

I truffatori contattano il venditore e gli dicono di usare il bancomat per ricevere il denaro (cosa impossibile) che in realtà finisce su carte prepagate in mano ai malviventi. Bottino di alcune decine di migliaia di euro

In genere, a essere truffato è chi vuole comprare. In questo caso, però, a essere raggirati - con un bancomat - sono stati i venditori. Un truffa rovesciata. Sono almeno una ventina, ma potrebbero essere di più, i casi di piacentini truffati con un sistema tanto semplice quanto infido. Il bottino dei truffatori ammonta a qualche decina di migliaia di euro. Tutti soldi finiti su carte prepagate di cui non c’è più traccia. Naturalmente, alla base della “fregatura” c’è anche la scarsa attenzione di chi accetta le condizioni del truffatore e ne segue fedelmente le indicazioni. Basterebbe solo riflettere: attraverso un bancomat non è possibile ricevere pagamenti.

La procura ha già chiuse numerose di queste indagini, ma i casi non si fermano. «Chi riceve la richiesta di utilizzare il proprio bancomat per ricevere un pagamento - afferma il sostituto procuratore Emilio Pisante - si fermi e non lo faccia. Avverta, invece, le forze dell’ordine». I truffatori - tra loro anche un piacentino - agiscono in questo modo. Siti di compravendita on line ce ne sono a migliaia. Si mette in vendita un oggetto. In genere sono quelli di un certo costo ad attirare l’attenzione dei malviventi. Viene contattato il venditore. E qui comincia la truffa. Il truffatore propone di pagare attraverso il bancomat di chi vende e non con bonifici o versamenti. Naturalmente, vengono accampate le scuse più diverse. Alla vittima viene fornito un codice da digitare al bancomat. I soldi, secondo il truffatore, finiranno sul conto di chi ha venduto. In realtà, finiscono sulle carte prepagate dei truffatori. Finora, in procura, sono arrivate denunce con importi che vanno da 400 a oltre 2mila euro.

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Quando la vittima si accorge che i soldi non ci sono, si rende conto di essere stata raggirata. Non tutti, però. Qualcuno ha contatto il truffatore dicendo di non vedere il denaro. Per quest’ultimo è una sorta di manna da cielo. Dice così all’incauto venditore di riprovare. In pratica, lo truffa due volte. E qualcuno c’è cascato, facendo due versamenti che sono finiti su carte prepagate. Le forze dell’ordine, finora, hanno individuato alcuni di questi malviventi, ma non sempre è possibile. I numeri telefonici, ad esempio, risultano introvabili o intestati a persone che sono all’oscuro di tutto. Insomma, le parti si sono invertite. Se in genere la maggior parte delle truffe avviene con il truffatore che mette in vendita qualcosa di prezioso, a basso costo, si fa pagare e poi non consegna la merce, con questo nuovo sistema il raggiro parte andando a cercare chi vende in internet, agganciarlo e facendosi pagare.

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