Travolto e ucciso, assolto il guidatore accusato di omicidio stradale

Lo scontro era avvenuto lungo la via Emilia, poco dopo San Nicolò alla Cattagnina. Il 31enne piacentino venne arrestato e fu il primo caso in cui nella nostra provincia venne contestato l’omicidio stradale. La vittima era un operaio indiano

La scena del tragico incidente

Era accusato di omicidio stradale per aver travolto e ucciso il 22 giugno del 2016 un indiano a bordo della sua bici. Il pm Monica Bubba a fine gennaio aveva chiesto 2 anni di reclusione al giudice Gianandrea Bussi, il 15 maggio invece il 31enne Fabio Rolleri è stato assolto. L'avvocato di Rolleri, Mauro Pontini, aveva chiesto l’assoluzione, perché l’uomo avrebbe rispettato il Codice della strada, non riuscendo a evitare l’impatto perché a scartare all’improvviso fu lo straniero in bicicletta. Lo scontro era avvenuto lungo la via Emilia, poco dopo San Nicolò alla Cattagnina. Il 31enne piacentino venne arrestato e fu il primo caso in cui nella nostra provincia venne contestato l’omicidio stradale (il nuovo articolo era entrato in vigore a marzo). L’indiano era un operaio che lavorava un’azienda della zona. Secondo la procura, Rolleri, a bordo di una Land Rover, pur rispettando i limiti di velocità, non avrebbe tenuto una condotta che gli avrebbe permesso di evitare in tempo la bicicletta. Nonostante i tentativi di rianimazione del personale del 118, durati mezz’ora, l’indiano perse la vita.  L’avvocato Pontini aveva sottolineato che il comportamento del suo assistito era stato corretto: viaggiava, alla velocità consentita, vicino al margine destro della corsia, sia per evitare un eventuale scontro frontale, sia per consentire la svolta a sinistra. L’auto avrebbe superato un primo ciclista, ma all’improvviso si sarebbe trovata di fronte un’altra bici che si era immessa in strada, attraversando la corsia, dirigendosi a sinistra verso una strada che, tra l’altro aveva il divieto di accesso. Il fuoristrada rimase sulla propria corsia, come hanno testimoniato i rilievi. La velocità era consona, come afferma il codice, per fronteggiare circostanze prevedibili. Ma quello fu un evento imprevedibile.

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