Truffe a vuoto nella Bassa e Fiorenzuola, una a segno a Podenzano: via soldi e gioielli

La scusa per entrare è sempre la medesima: "C'è un guasto nella rete dell'acqua, dobbiamo controllare". Probabilmente si tratta della stessa banda che da giorni si aggira a bordo di due moto anche ad Alseno e Castellarquato

Foto di repertorio

Truffe e tentate truffe tra la Valnure, Valdarda e la Bassa. In tutti i casi la scusa adottata è stata la stessa: “Siamo i tecnici dell’acqua, dobbiamo controllare il colore di quella che scende dal rubinetto”. A Podenzano un’anziana ha creduto al fantomatico addetto alla rete idrica e si è fatta convincere a mettere i soldi e i gioielli in frigorifero perché “si sarebbero rovinati a causa del guasto” gli avrebbe detto il truffatore che, in un momento di distrazione della donna, è sparito riuscendo a racimolare almeno settemila euro tra gioielli e contanti.

Non sono riusciti a raggirare un’anziana a Monticelli e due a Fiorenzuola, i ladruncoli entrati in azione lunedì 22 giugno. A Monticelli a chiamare il 112 è stato un vicino della signora che nel frattempo non aveva comunque fatto entrare in casa lo sconosciuto. A Fiorenzuola, invece, la donna che vive sola in via San Giuseppe, ha chiamato subito il figlio che ha allertato immediatamente i carabinieri. Anche qui alla porta si sarebbe presentato un uomo che si è spacciato come tecnico della rete dell’acqua, probabilmente lo stesso che poco prima aveva cercato di circuire una residente di via Kennedy: in questo caso sarebbero stati visti allontanarsi due uomini a piedi. Probabilmente avevano un complice o un mezzo nelle vicinanze per agevolarsi la fuga dopo il colpo. Forse anche una due ruote: da alcuni giorni, infatti, circola sui gruppi What’s App “Occhi aperti” la segnalazione dei residenti dei comuni di Castellarquato e Alseno che avrebbero notato aggirarsi tra le vie dei paesi quattro persone a bordo di due moto. Proprio una di queste sarebbe stata vista allontanarsi da Castelnuovo dopo un tentativo di truffa ai danni di un’anziana: “L’acqua è inquinata, dobbiamo entrare in casa per controllare” – si sarebbe sentita dire la donna. “Poco prima – racconta il nipote - erano passate due persone in moto per controllare chi vi fosse in casa e successivamente, uno di loro ha citofonato munito di un tesserino”, ovviamente falso.

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«Gli episodi di raggiro andati a vuoto grazie alla prudenza e all’accortezza delle vittime – si legge in una nota dell’Arma - sono ulteriore prova della necessità di diffondere il più possibile le semplici regole di comportamento e i consigli diramati già nei giorni scorsi dal Comando provinciale dei carabinieri». Ricordano i militari: «I tecnici dipendenti delle società che gestiscono la rete idrica o del gas, non chiedono mai di entrare in casa, non hanno alcun motivo per farlo, anche perché i contatori sono quasi sempre situati all’esterno delle abitazioni. Dunque, in caso di atteggiamento sospetto o di richieste di accesso al domicilio, è sempre meglio allertare subito i carabinieri o le altre forze dell’ordine».

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